La storia dietro
I Want It All, secondo DoReSol
Quando ti immergi in "I Want It All", ti trovi di fronte a un'energia cruda e diretta che ti spinge a volere di più. La canzone parte con un riff potente, una dichiarazione d'intenti che ti cattura immediatamente. Non è solo un brano rock; ha quella qualità di inno, di appello all'azione, che lo fa risuonare ben oltre il musicale. Il testo, scritto da Brian May, parla di perseguire i propri obiettivi con determinazione, di non accontentarsi. Quest'idea fu così forte che in Sudafrica divenne un inno di protesta contro l'apartheid, ed è stata anche adottata come inno dalla comunità gay e dalla gioventù afroamericana. È interessante come una canzone possa assumere significati così diversi a seconda di chi la ascolta e in quale contesto.
La registrazione di "I Want It All" nel 1988, per l'album The Miracle, ebbe un approccio molto particolare. Brian May la descrisse come la prima canzone che affrontarono in studio, registrata in un'unica take dal vivo, con la band che suonava insieme, senza ricorrere a batterie elettroniche o tecnologia avanzata, anche se in seguito venne aggiunta una sezione di sequencer. May menzionò anche che l'ispirazione per il brano venne dai suoi sentimenti contrastanti dopo la separazione e l'inizio di una nuova relazione. Il brano venne pubblicato come primo singolo dell'album il 2 maggio 1989 e salì rapidamente nelle classifiche, raggiungendo la terza posizione nel Regno Unito, Finlandia, Irlanda e Nuova Zelanda, oltre a posizionarsi bene in altri paesi come Paesi Bassi, Australia, Germania e Belgio. Nonostante Freddie Mercury non l'abbia mai eseguita dal vivo, poiché morì nel novembre 1991, la canzone divenne un tema ricorrente nelle esibizioni dei Queen, sia con Paul Rodgers che con Adam Lambert.
Dall'album
The Miracle
Queen · 1989 · Track 4
Dati