Inizio · Canzoni · Inner Circle · Hold on to the Ridim

Bad to the Bone

di Inner Circle · Album Bad to the Bone

Hold on to the Ridim

Tonalità A# Tempo 94 bpm Metro 4/4 Durata 4:53
Capotasto 0
Tonalità A#
Vel.
—
◫ Modalità Cinema

La storia dietro

Hold on to the Ridim, secondo DoReSol

Il riff di Hold on to the Ridim non suona come una canzone di reggae qualsiasi: è un battito che si pianta fin dalla prima misura. Non è solo il ritmo, ma il modo in cui la band lo allunga nell’aria, come se ogni nota respirasse prima di cadere. La miscela di percussioni ridim — quella base giamaicana che pulsa sotto tutto il brano — si intreccia con chitarre che sembrano fluttuare sopra il basso, creando una sensazione di movimento costante. Non è un brano veloce né lento, ma quel punto preciso in cui il corpo non può fare a meno di muoversi, anche se la mente non ha ancora capito perché.

Registrato agli studi della Inner Circle a Kingston nel 1992, il brano nacque nel mezzo di sessioni in cui la band sperimentava fusioni tra il reggae classico e suoni più elettronici. La versione che finì sull’album Bad to the Bone — quella internazionale — non include Hold on to the Ridim, ma compare invece nel rilancio statunitense del 1993 con il titolo Bad Boys, dove la canzone divenne un ponte tra il reggae puro e il ragga che iniziava a prendere piede. Durava 4:53, il tempo giusto perché il basso e la batteria si sfidassero senza perdere il groove, e nello stesso anno la riedizione dell’album vinse il Grammy Award come Best Reggae Album, anche se Hold on to the Ridim non era il singolo principale. Ciò che è interessante è che, pur non essendo il brano più commerciale, finì per diventare uno di quei pezzi che i musicisti di reggae citano quando parlano di come si costruisce un ritmo che non si dimentica.

Dall'album

Bad to the Bone

Bad to the Bone

Inner Circle · 1992 · Track 17

Dati

TonalitàA#
Metro4/4
Tempo94 BPM
Durata4:53
AlbumBad to the Bone
Anno1992
0:00
0:00
—