La storia dietro
Highway to Hell, secondo DoReSol
L'energia grezza di *Highway to Hell* si avverte fin dal primo istante, e gran parte di ciò deriva da come è stata concepita. L'idea del titolo, che è diventato un grido di battaglia per molti, sembra essere nata da una domanda diretta ad Angus Young sulla vita in tour costante. La sua risposta, qualcosa del tipo "una fottuta autostrada per l'inferno", ha catturato l'essenza di quella routine estenuante. Lo stesso Angus l'ha descritta come essere su un autobus, sentendo l'odore dei calzini di un altro musicista nelle vicinanze, un'immagine molto grafica di quell'esperienza. Questo, unito alla copertina dell'album con Angus che sfoggia corna e coda da diavolo, ha alimentato voci sul fatto che la band stesse flirtando con il satanismo, cosa che loro hanno sempre negato. Tuttavia, c'è un'altra teoria sull'origine del nome, più legata a Bon Scott. Si dice che nella sua natia Perth, una curva pronunciata sulla Canning Highway fosse conosciuta come "L'Autostrada per l'Inferno" per il numero di incidenti che vi si verificavano. Forse Bon si riferiva a quel luogo, e all'idea di "scendere, ora di festa", collegandosi alla sua taverna preferita ai piedi di quella collina.
Questo brano, co-scritto da Bon Scott, Angus Young e Malcolm Young, con il riff principale a cura di Malcolm, fu pubblicato nel 1979 come parte dell'album omonimo. Fu un momento cruciale per gli AC/DC, segnando il loro primo disco a vendere milioni di copie e raggiungendo il 17° posto nelle classifiche. La registrazione vide la produzione di Robert John "Mutt" Lange, e l'ingegneria di Kevin Dallimore, con Tony Platt al missaggio. Questo album fu l'ultimo con Bon Scott come voce principale, che sarebbe scomparso solo sei mesi dopo la sua uscita, nel febbraio 1980. Il successo di *Highway to Hell*, sia la canzone che l'album, ha aperto la strada alla registrazione di *Back in Black* un anno dopo, un tributo a Bon e uno dei loro lavori più riconosciuti.
Dall'album
Highway to Hell
AC/DC · 1979 · Track 1
Dati
Crediti
Musica Angus Young, Bon Scott, Malcolm Young