Inizio · Canzoni · Pink Floyd · Goodbye Blue Sky
Dall'album
The Wall
Pink Floyd · 1979
Dati
TonalidadD
Compás4/4
Tempo108 BPM
Duración2:47
CompositorRoger Waters
ÁlbumThe Wall
Año1979
ISRCGBN9Y1100101
Crediti
Musica Roger Waters
La storia dietro
Ascoltando Goodbye Blue Sky, ci si imbatte in un brano che evoca immagini potenti, quasi cinematografiche. La canzone inizia con un suono delicato, il canto di un'allodola, che viene presto interrotto dal rumore di aeromobili in avvicinamento. Una voce infantile, quella di Harry Waters, rompe la calma con una frase innocente: "Guarda, mamma, c'è un aereo nel cielo!". Da lì, il testo ci trasporta nei ricordi del Blitz, i bombardamenti sul Regno Unito. Ci si chiede perché abbiano dovuto correre a rifugiarsi, mentre la promessa di un mondo nuovo si dispiegava sotto un cielo azzurro. Le fiamme si sono già estinte, ma il segno di quel dolore perdura. Nella versione visiva che accompagna la canzone, questo ricordo è rappresentato con immagini scioccanti: una colomba bianca viene fatta a pezzi da un'aquila nazista, che poi devasta la terra, lasciando il posto a fabbriche di guerra e persone in fuga. È una narrazione che, nonostante la sua brevità, lascia un'impronta profonda.
Questo brano, parte dell'album doppio The Wall dei Pink Floyd, fu registrato tra aprile e novembre 1979. La musica è opera di Roger Waters, che ha condiviso anche i compiti di produzione con Bob Ezrin, David Gilmour e James Guthrie. La durata della canzone è di poco meno di tre minuti, e fu originariamente pubblicata sotto l'etichetta Harvest nel Regno Unito e Columbia negli Stati Uniti. Nel corso del tempo, Goodbye Blue Sky è stata reinterpretata da altri artisti, come Joni Mitchell in un concerto a Berlino nel 1990, e più recentemente da Ann Wilson nel suo album Hope & Glory del 2007. In una delle sue esibizioni dal vivo, Roger Waters la utilizzò per illustrare un "bombardamento culturale", facendo cadere simboli di denaro e loghi aziendali al posto di proiettili, un'immagine che generò dibattito.
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