La storia dietro
Girl’s Girl, secondo DoReSol
Girl’s Girl suona come un’alba in uno studio di Stoccolma: il basso pulsa con la stessa urgenza con cui la luce del sole filtra dalle finestre d’estate, mentre la voce di Zara Larsson disegna linee tra il pop ballabile e qualcosa di più intimo, come se ogni parola fosse scritta sulla pelle di qualcuno che si è appena svegliato dopo una lunga notte. Non è solo il ritmo —un battito che oscilla tra il dance-pop e il drum and bass—, ma quella miscela di fiducia e dubbio che attraversa la canzone: la sensazione che, a volte, il più personale suoni come un inno su una pista da ballo. Il brano dura meno di tre minuti, eppure in quel tempo ci sono ganci che si imprimono e versi che svaniscono come il fumo di una sigaretta dopo la mezzanotte.
L’ha registrato nel 2025 tra collaborazioni che vanno dal produttore A$AP P On The Boards a MNEK, il suo partner all’epoca, e l’ingegnere Kaelen Russell ha donato ai sintetizzatori quella lucentezza metallica, come se fosse tratta da un tramonto sul mar Baltico. Il brano è stato mixato da Tom Norris, noto per produzioni che suonano sia come una club sia come un confessionale, e il risultato è una traccia che funziona sia dagli altoparlanti di una palestra sia nelle cuffie di chi la ascolta alle tre del mattino. L’album Midnight Sun, in cui appare, ha raggiunto la prima posizione in Svezia ed è stato il suo terzo disco a guidare le classifiche del suo Paese, ma Girl’s Girl spicca per come bilancia l’effimero —il ritmo che invita a muovere i piedi— con ciò che non lo è: quei versi che parlano di ambizione e di guardarsi allo specchio senza riconoscersi del tutto.
Dall'album
Midnight Sun
Zara Larsson · 2025 · Track 4
Dati
Crediti
Musica Zara Larsson, MNEK, Aminata, Patricio Elias Contreras, TYLER LEWIS