Inizio · Canzoni · Charly García · Futuro pobre
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Dall'album
Pubis angelical
Charly García · 1982 · Track 13
Dati
La storia dietro
C'è qualcosa nell'aria di Futuro pobre che non somiglia a nient'altro registrato da Charly García. Non è solo il modo in cui la melodia oscilla tra malinconia e giocosità, né il fatto che il brano duri esattamente tre minuti e mezzo. È quel modo in cui la canzone sembra contenere due tempi contemporaneamente: uno che avanza con urgenza, come se il futuro fosse già qui, e un altro che fluttua in un presente che non si risolve mai del tutto. Il brano suona come un loop che non si chiude, come se il testo e il ritmo fossero intrappolati nella stessa domanda senza risposta.
García lo registrò in un momento in cui aveva già trascorso decenni a muovere i fili del rock argentino, ma in cui ogni nuovo progetto gli chiedeva di reinventarsi. Il titolo non è casuale: parla di una condizione che conosceva bene, quella di costruire nell'incertezza, anche quando il riconoscimento era già un dato di fatto. I premi che accumulò — dal Grammy a Las Vegas fino a quello di Eccellenza Musicale — non gli fecero perdere quella visione critica sul futuro, quasi sapesse che la vera sfida non era restare in cima, ma continuare a comporre dal margine. Nel 2009, quando ricevette il Premio alla Carriera ai Premi Clarín Espectáculos, già da anni esplorava suoni che sfidavano il convenzionale, e Futuro pobre ne è un esempio: un brano che suona come futuro, ma che si rifiuta di essere definito.