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The Wall

di Pink Floyd · Album The Wall

Empty Spaces

Tonalità E Tempo 96 bpm Metro 4/4 Durata 2:07
Capotasto 0
Tonalità E
Vel.
◫ Modalità Cinema

Dall'album

The Wall

The Wall

Pink Floyd · 1979

Dati

TonalidadE
Compás4/4
Tempo96 BPM
Duración2:07
CompositorRoger Waters
ÁlbumThe Wall
Año1979
ISRCGBN9Y1100102

Crediti

Musica Roger Waters

La storia dietro

Quando ti immergi in *Empty Spaces*, ti imbatti in un brano che, nonostante la sua breve durata, condensa un'atmosfera particolare. La canzone inizia con un suono che evoca l'attesa, quasi come un annuncio in una stazione ferroviaria, accompagnato da una base ritmica ripetitiva e una chitarra che tesse un assolo. Poi, la voce di Roger Waters irrompe con una domanda che riassume lo stato d'animo: "Come completerò il muro?". È interessante notare che la base strumentale di questa canzone condivide la sua origine con la prima parte di *What Shall We Do Now?*, sebbene qui venga accelerata e vi vengano aggiunti nuovi strati di chitarra e voce. Il finale di *Empty Spaces* funge da transizione diretta al brano successivo dell'album, *Young Lust*.

Originariamente, l'idea per *The Wall* contemplava una collocazione diversa per *Empty Spaces*, pensata per apparire più avanti nel disco. Prima che la produzione fosse completamente definita, il brano si trovava in un'altra tonalità, Re minore, e si posizionava tra *Don't Leave Me Now* e *Another Brick in the Wall, Part 3*. In quel momento, *Goodbye Blue Sky* era seguita da una canzone simile ma più estesa, *What Shall We Do Now?*. La prima metà di quest'ultima condivide con *Empty Spaces* una lenta costruzione strumentale e una struttura vocale di quattro strofe. Sebbene entrambe inizino con un'idea lirica simile sul riempire i vuoti, le somiglianze terminano presto. Nella versione cinematografica di *The Wall*, *Empty Spaces* è sostituita da *What Shall We Do Now?*. Nelle esibizioni dal vivo, come in *The Wall Live 1980–81* e *Roger Waters: The Wall*, la canzone cede il posto a *What Shall We Do Now?*, sebbene in queste occasioni sia divisa in due tracce: la parte iniziale più lenta è identificata come *Empty Spaces*, e la sezione più veloce come *What Shall We Do Now?*. Nella versione di *The Wall – Live in Berlin*, l'intero brano viene presentato sotto il titolo *Empty Spaces*, nonostante sia in realtà *What Shall We Do Now?*. Questa particolare interpretazione aggiunge la partecipazione della Rundfunk Orchestra, diretta da Michael Kamen, e un assolo di chitarra aggiuntivo, con Bryan Adams che condivide le voci nella seconda metà.
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