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La storia dietro
Demon Days, secondo DoReSol
Il brano Demon Days, che chiude l'omonimo album dei Gorillaz, si presenta come una conclusione speranzosa dopo un percorso sonoro che affronta le ombre della vita moderna. La canzone, della durata di 4:29, è stata costruita su una base armonica simile a quella di Don’t Get Lost, permettendo a entrambi i brani di unirsi in un climax musicale ascendente. L'atmosfera che crea mira a guidare l'ascoltatore verso uno spazio più ottimista, un respiro dopo il viaggio.La registrazione di questo lavoro è avvenuta presso lo Studio 13, situato a London, United Kingdom. La produzione principale è stata affidata a Danger Mouse, con la collaborazione della band stessa, Jason Cox e James Dring.
L'ingegneria di registrazione e il missaggio sono stati curati da Jason Cox, che ha lavorato a fianco di Danger Mouse e Gorillaz in quest'ultima attività. L'album, pubblicato nel 2005, ha visto la partecipazione di diversi artisti come De La Soul, Neneh Cherry, Martina Topley-Bird, Roots Manuva, MF Doom, Ike Turner, Bootie Brown, Shaun Ryder e Dennis Hopper. La voce principale in Demon Days, così come in altre tracce dell'album, è stata arricchita dalle armonie del London Community Gospel Choir, apportando quel sentimento di sollievo e ricompensa.
Dall'album
Demon Days
Gorillaz · 2005 · Track 15
Dati