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Whitesnake

di Whitesnake · Album Whitesnake

Crying in the Rain

Durata 5:37

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La storia dietro

Crying in the Rain, secondo DoReSol

Questa canzone nacque da un momento personale che David Coverdale volle trasformare in suono. La prima versione, registrata nel 1981 e pubblicata l’anno successivo nell’album Saints & Sinners, porta il peso di un blues lento e di una chitarra slide che si trascina come la pioggia menzionata nel titolo. Il solo iniziale di Bernie Marsden suona come una confessione interrotta, appena prima che la band acceleri il ritmo e la voce di Coverdale diventi più urgente. Ma non è solo una canzone sul clima: parla di ciò che si prova quando il cielo straripa e non si può fare a meno di piangere.

Nel 1987, la band la registrò nuovamente per l’album Whitesnake, questa volta con un approccio più aggressivo. Il tempo accelerò, i riff divennero più metallici e il blues iniziale scomparve del tutto. La produzione, curata da Martin Birch, le diede una lucentezza più oscura, come se la tempesta fosse passata da un sussurro a un tuono. Da allora, questa versione è quella che di solito suonano dal vivo, anche se nelle esibizioni successive al 2002 hanno aggiunto un assolo di batteria al centro, come un respiro prima che la canzone torni a quel ritornello che non perdona. L’originale, invece, rimase come un documento più grezzo, con quel solo di chitarra che Kerrang! descrisse come "un’epopea che fa tremare le ginocchia su una slide guitar squisita".

Dall'album

Whitesnake

Whitesnake

Whitesnake · 1987 · Track 1

Dati

Durata5:37
AlbumWhitesnake
Anno1987