Inizio · Canzoni · Sui Generis · Confesiones de invierno
Accordi in preparazione
Non abbiamo ancora analizzato l'audio di questa canzone. Quando sarà pronto, vedrai il player di accordi sincronizzato con il video.
La storia dietro
Confesiones de invierno, secondo DoReSol
Quando ti ritrovi spogliato di tutto, senza un tetto e con lo stomaco vuoto, la rassegnazione può portarti in luoghi inaspettati. In *Confesiones de invierno*, il testo dipinge un quadro crudo di un personaggio che, dopo essere stato cacciato di casa per non avere una professione, si ritrova alla deriva. Il freddo diventa palpabile, l'attesa si fa pesante, e l'unica via d'uscita che sembra trovare è nel bere, il che lo porta a un incontro con la polizia e a finire picchiato. La storia culmina in una pace malinconica, trovata in un manicomio, un luogo che, ironicamente, gli offre rifugio. La musica, alla sua base, è costruita su arpeggi in Re maggiore, con un percorso armonico che transita per Sol, mantenendo una struttura semplice ma efficace che accompagna la narrazione.
Questo brano, nato nel 1973, ha segnato una pietra miliare nella carriera dei Sui Generis. È stato incluso nell'album omonimo, edito dall'etichetta Talent, ed è apparso anche nell'EP *Alto en la Torre* del 1975. La particolarità di questa registrazione è che Charly García la interpreta da solo, senza la compagnia vocale di Nito Mestre, e senza la partecipazione dell'orchestra di Gustavo Beytelman, che aveva collaborato alla maggior parte dei brani del disco. La canzone, della durata di 4 minuti e 6 secondi, è stata parte fondamentale del repertorio nel concerto d'addio della band, dove la sua frase finale ha ricevuto una forte ovazione dal pubblico. In quella esibizione, la tonalità è stata modificata in Sol, e il tempo è stato leggermente accelerato, dimostrando l'adattabilità della composizione.
Dall'album
Confesiones de invierno
Sui Generis · 1973
Dati
Crediti
Musica Charly García