Inizio · Canzoni · Astor Piazzolla · Concerto de Nácar: Presto
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La storia dietro
Concerto de Nácar: Presto, secondo DoReSol
Concerto de Nácar: Presto suona come un battito accelerato che si intreccia con il vento. Non è un valzer né una milonga classica, ma quel momento in cui l’armonica a bocca diventa un sussurro tagliente per poi esplodere in frasi che sembrano sfuggire alla misura. Il brano avanza con un’urgenza che non concede tregua: le corde e l’armonica si rincorrono, si sovrappongono, e in questo gioco la melodia diventa quasi fisica, come se la udissi tra il fumo di un caffè porteño alle tre del mattino.
Piazzolla lo compose in un’epoca in cui il tango tradizionale gli chiudeva le porte. I musicisti della Guardia Vieja lo chiamavano traditore per aver mescolato armonie che suonavano jazz e ritmi che odoravano di avanguardia. Lui, invece, andò avanti: studiò con Nadia Boulanger a Parigi, dove imparò che la musica non deve scegliere tra il colto e il popolare. Di ritorno a Buenos Aires, costruì il suo suono con l’armonica a bocca come protagonista, ma senza timore delle dissonanze né dei silenzi scomodi. Concerto de Nácar: Presto è del 1979, quando ormai aveva smesso di chiedere il permesso per esistere.
Dall'album
The Soul of Tango, Greatest Hits
Astor Piazzolla · 2021 · Track 9
Dati