Inizio · Canzoni · Andrés Calamaro · Con abuelo

Honestidad brutal

di Andrés Calamaro · Album Honestidad brutal

Con abuelo

Durata 5:29

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Dall'album

Honestidad brutal

Honestidad brutal

Andrés Calamaro · 1999 · Track 18

Dati

Duración5:29
ÁlbumHonestidad brutal
Año1999

La storia dietro

La prima volta che ho sentito Con abuelo, sono rimasto affascinato da quel piano che sembra un sussurro tra gli accordi. Non è una canzone che ti colpisce subito, ma che ti avvolge gradualmente con dettagli che appaiono e scompaiono, come se il nonno del titolo stesse raccontando storie a bassa voce. Il brano dura cinque minuti e ventinove secondi, tempo sufficiente perché la melodia si sviluppi senza fretta, con spazio perché il bandoneón — strumento che Calamaro ha imparato da bambino — conferisca quell’aria nostalgica che permea l’intera composizione. Non è comune ascoltare un piano così presente nel rock argentino, e ancora meno con quella miscela di malinconia e tenerezza che lo rende personale, quasi intimo.

Calamaro arrivò in Uruguay da adolescente e lì registrò il suo primo album come tastierista nella band Raíces, un gruppo che gli aprì le porte della scena locale. Prima, a otto anni, aveva già ricevuto il suo primo bandoneón, e a tredici si cimentò con la chitarra elettrica e il piano, quest’ultimo sotto la guida di Osvaldo Calo. Con il tempo, provò diverse formazioni, da una band blues chiamata Chorizo Colorado Blues Band — che fondò con l’amico Augusto Gringui Herrera — fino a progetti che mescolavano rock con influenze di The Platters. Ma fu con Elmer's Band, insieme a Gringui e Eduardo Cano, che iniziò a definire il suo sound. Più tardi, Héctor Zeta Bosio lo invitò a unirsi a The Morgan, un gruppo che includeva Gustavo Cerati e dove suonavano anche Charly Amato e Sandra Baylac. Quella formazione diede origine a Stress, il seme di ciò che in seguito sarebbe diventato Los Estereotipos, e poi a Proyecto Erekto quando si unì Cerati. Con abuelo suona come quel crocevia, come qualcuno che da anni naviga tra generi e stili senza perdere di vista l’essenziale: la musica come dialogo tra passato e presente.