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Whitesnake

di Whitesnake · Album Whitesnake

Children of the Night

Durata 4:24

Accordi in preparazione

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La storia dietro

Children of the Night, secondo DoReSol

Children of the Night non è una canzone che si ascolta: si sente. Il basso e la batteria aprono con un groove pesante ma ipnotico, quasi come se la notte stessa respirasse attraverso gli amplificatori, mentre la chitarra di David Coverdale entra con un riff che non chiede permesso, lo esige e basta. Non ci sono riempitivi qui, né abbellimenti superflui: tutto è lì per sostenere una melodia che si conficca nella memoria come un gancio arrugginito. La voce di Coverdale non canta sopra di essa; la domina, con quel tono rauco che oscilla tra il lamento e l’avvertimento, come se il narratore sapesse che ciò che sta per arrivare non è solo una canzone, ma una soglia.

La registrarono in cinque studi diversi, spostandosi tra Vancouver, Nassau e Los Angeles come se il tempo fosse solo un altro ostacolo da superare. Mike Stone e Keith Olsen si alternarono nella produzione e nel missaggio, ma il risultato non sembra frutto di un lavoro di squadra: sembra quello di una band che, in mezzo al caos di quelle sessioni, trovò l’equilibrio perfetto tra furia e malinconia. Durò quattro minuti e ventitré secondi, ma in quel lasso di tempo ci sono più strati che in molti album interi. E sebbene l’hard rock dei Whitesnake avesse già hit come Is This Love nello stesso disco, questo brano rimase impresso nel DNA di chi lo ascoltò: non perché fosse il più commerciale, ma perché meglio di ogni altra cattura quella tensione tra l’oscurità e lo splendore di una notte senza fine.

Dall'album

Whitesnake

Whitesnake

Whitesnake · 1987 · Track 7

Dati

Durata4:24
AlbumWhitesnake
Anno1987