La storia dietro
Central Do Brasil (Instrumental), secondo DoReSol
Legião Urbana registrò “Central do Brasil (Instrumental)” in un momento in cui il rock brasiliano cercava di rompere con le convenzioni. Non era solo un altro brano dell’album Dois, ma un passaggio che si distingueva dal resto: puro strumentale, senza testo, con un’atmosfera che ricordava il post-punk britannico degli Smiths, ma con il marchio inconfondibile di Brasília. Il brano scorre come un treno che avanza senza fretta, con chitarre pulite che si intrecciano in un ritmo che sembra sfuggire dalla stazione senza fermarsi. Non ci sono voci a distrarre, solo la musica come protagonista, come se la band avesse deciso di lasciare che gli strumenti raccontassero la storia da soli.Il disco Dois uscì nel luglio del 1986, quando la band non era più una promessa, ma un fenomeno.
Fu registrato in tre settimane, con attrezzature prestate e sotto la pressione di superare il proprio successo. “Tempo Perdido” già risuonava in tutte le radio, ma in questo strumentale c’era qualcosa di diverso: una calma che contrastava con il resto dell’album, più urgente e combattivo. La critica dell’epoca se ne accorse: dicevano che Dois aveva “sostanza”, che non era musica vuota. E in quel paesaggio sonoro, “Central do Brasil (Instrumental)” fungeva da respiro, un momento in cui la band dimostrava di poter fare musica senza bisogno di urlare.
Dall'album
Dois
Legião Urbana · 1986
Dati