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La storia dietro
Can’t Stop, secondo DoReSol
La batteria di Can’t Stop non si ferma mai, ma non è solo il ritmo a coinvolgere. Il brano procede con un’energia che sembra sfuggire di mano, come se ogni strumento stesse cercando di stare al passo con un’idea che non vuole stare ferma. Il basso, la chitarra e i sintetizzatori si intrecciano in strati che si sovrappongono senza perdere chiarezza, mentre la voce di Ryan Tedder scorre sopra con quella miscela di urgenza e melodia che è già un marchio di fabbrica di OneRepublic. Il brano non si accontenta di restare in un solo posto: cambia di intensità, come se ogni sezione fosse un nuovo tentativo di afferrare qualcosa che sfugge sempre.
Registrata a Los Angeles con una squadra di produzione che includeva Jeff Bhasker e Emile Haynie, Can’t Stop faceva parte di Native, il terzo album della band, pubblicato nel marzo 2013. Il disco arrivò prima in Irlanda e in Germania il 22 marzo, poi nel resto del mondo (tranne Nord America) il 25, e infine negli Stati Uniti e in Canada il giorno successivo. Il piano originale era anticipare l’uscita alla fine del 2012 con Feel Again come primo singolo, ma la band preferì aspettare di avere tutto pronto. Quando Can’t Stop andò in onda, era già da mesi parte delle sessioni di registrazione, dove Tedder, Tyler Johnson e gli altri lavorarono con l’idea che il suono non si sarebbe mai fermato. Il missaggio fu affidato a Delbert Bowers, Chris Galland e Manny Marroquin, che gli diedero quel tocco di brillantezza che fa sì che il brano suoni bene sia dal vivo che alla radio.
Dall'album
Native
OneRepublic · 2013 · Track 7
Dati