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La storia dietro
Broken Wings, secondo DoReSol
Il brano inizia con un sussurro di piatti invertiti che svanisce in un basso sintetizzato, come se l’aria stessa stesse respirando prima che arrivi la voce. Quella introduzione ipnotica —un rullo di piatti registrato al contrario— non è un dettaglio da poco: è la firma di un suono che si rifiuta di lasciar andare l’ascoltatore. Il testo, ispirato al romanzo di Kahlil Gibran, parla di ali spezzate che devono imparare a volare, ma non come una metafora vuota: Richard Page lo canta con un’urgenza che cancella la distanza tra le parole e il cuore. Il ritornello, con quel "take these broken wings" che suona come un grido contenuto, si fissa nella memoria perché non chiede di essere ricordato, ma di essere sentito.
Lo registrarono nel novembre del 1984, quando la band non sapeva ancora che quel brano sarebbe stata la loro porta d’ingresso nel mondo. L’album Welcome to the Real World uscì nel giugno del 1985, ma il brano già risuonava nelle radio da mesi prima di raggiungere la prima posizione della Billboard Hot 100 a dicembre. Non fu un colpo di fortuna: il pezzo scalò le classifiche in Canada, Regno Unito e Germania, e in paesi come Australia o Irlanda entrò tra i primi dieci. Il video, in bianco e nero con Page alla guida di una Ford Thunderbird nel deserto, rafforzò l’immagine di un viaggio emotivo: un falco che vola dentro una chiesa, una coppia che balla il tango senza mostrare i volti, il cofano dell’auto aperto alla fine come metafora di qualcosa che si apre e si chiude allo stesso tempo.
Dall'album
Welcome to the Real World
Mr. Mister · 1985 · Track 8
Dati