Accordi in preparazione
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La storia dietro
Black/White, secondo DoReSol
Questa canzone non è solo un altro brano nell’album Welcome to the Real World: è quella che segna il ritmo di tutto il disco. Sembra un ponte tra il pop melodico degli anni '80 e quell’aria sperimentale che avrebbe poi definito la band. Il basso e la batteria si intrecciano con un groove che non si ferma mai, mentre la voce di Richard Page disegna melodie che sembrano fluttuare su quel ritmo costante. Ciò che più sorprende è come il brano non cerchi di distinguersi con cambi bruschi, ma con una costruzione che ti cattura fin dai primi secondi e non ti lascia più. Il mix di Mick Guzauski gli conferisce un bagliore speciale, come se ogni strumento fosse illuminato dall’interno.
La registrarono nel 1985 in studi presi in prestito, con attrezzature non ideali, ma questo non importò. Paul DeVilliers e Lois Oki si occuparono di catturare ogni nota dal vivo, senza sovraincisioni o aggiustamenti eccessivi. Il risultato fu un suono grezzo ma levigato, in cui ogni dettaglio — dal basso ai cori — suonava esattamente come volevano. Non cercavano un successo di massa, ma qualcosa di fresco, e quell’approccio spontaneo finì per definire un’epoca. Durò 4:18, il tempo giusto perché il brano non si allungasse né risultasse troppo breve, e così rimase impresso nella storia come parte di un album che, nel 1986, raggiunse la prima posizione della Billboard 200.
Dall'album
Welcome to the Real World
Mr. Mister · 1985 · Track 1
Dati