Inizio · Canzoni · Luis Alberto Spinetta · Arrecife

La la la

di Luis Alberto Spinetta · Album La la la

Arrecife

Durata 4:45

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Dall'album

La la la

La la la

Luis Alberto Spinetta · 1986 · Track 16

Dati

Duración4:45
ÁlbumLa la la
Año1986

La storia dietro

In Arrecife, Luis Alberto Spinetta intreccia una rete di suoni in cui le parole fluiscono come onde contro una scogliera: si scontrano, si separano e tornano a unirsi in un ritmo che non si ripete mai allo stesso modo. Il brano non avanza in un metro tradizionale; pulsa in un dondolio che sembra seguire il moto delle maree. Spinetta canta in superficie, ma i testi —colmi di riferimenti a Michel Foucault e Carl Jung— si immergono nelle profondità dell’ambiguità umana. Il tema non si limita a raccontare una storia: invita a riflettere su come gli opposti si attraggono, su come ciò che sembra contraddittorio finisca per essere parte di un medesimo sistema. Quella tensione tra ciò che si oppone e ciò che si complementa è il cuore della canzone, così come di La la la, il doppio album che la contiene.

Il disco nacque nel 1986, in un momento chiave per l’Argentina: la democrazia aveva appena messo radici dopo anni di dittatura, e il rock nazionale, nato negli 1960, viveva una rinascita. Spinetta, con diciannove album alle spalle, e Fito Páez, che con appena due dischi già si profilava come una stella, decisero di registrare insieme. Non era comune che due figure così diverse unissero le forze, ma quella collaborazione rifletteva lo spirito del tempo: l’incontro tra chi aveva fondato il rock argentino e una generazione segnata dalla Guerra delle Falkland e dalla riacquistata democrazia. Arrecife è la sedicesima traccia dell’album, la sesta del secondo disco, e qui Spinetta e Páez si dividono le voci senza musicisti ospiti, lasciando che le chitarre e i sintetizzatori dialoghino senza intermediari. Il brano, inoltre, porta l’impronta di letture filosofiche: Spinetta si era immerso in opere come Sorvegliare e punire di Foucault, e quell’influenza si insinua in ogni verso, quasi la scogliera fosse una metafora delle strutture che ci circondano e, al contempo, della nostra capacità di navigare tra esse.