🇦🇷 AR · Argentina · Capitolo 2 di 10
Il Tango: La musica che Buenos Aires ha dato al mondo (1880–1955)
Il tango non è nato nei saloni eleganti di Buenos Aires né nei teatri del centro. È nato nei sobborghi — i quartieri periferici dove si mescolavano gli immigrati europei appena arrivati, i creoli sfollati dalle campagne, gli afro-argentini discendenti degli schiavi e i compadritos che vivevano ai margini dell'ordine sociale stabilito.
Il candombe, l'habanera cubana, la milonga, la mazurka, la quadriglia, il valzer, la polka e il tango andaluso — musiche in voga all'epoca — diedero anch'essi il loro contributo. La musica di tango veniva suonata e ballata in lupanari, bordelli e bettole.
Era la musica di coloro che non avevano posto nella città ufficiale: la colonna sonora del conventillo sovraffollato, del negozio di quartiere, del cortile in cui si mescolavano lingue e storie che non avevano nulla in comune tranne lo sradicamento. Quella promiscuità sociale — che la Buenos Aires borghese della fine del XIX secolo trovava minacciosa — fu la condizione di possibilità del tango.
L'alta classe argentina lo rifiutò. Parigi lo adottò. E quando Parigi lo adottò, l'alta classe argentina lo accettò. Quel paradosso — la musica dei sobborghi legittimata dall'Europa per essere riconosciuta nella propria terra — definisce il rapporto del tango con l'identità argentina fino a oggi.
La Guardia Vecchia: Il Tango senza Parole
Il periodo che gli storici del tango chiamano la Guardia Vecchia abbraccia approssimativamente dal 1880 al 1917: il tango nella sua forma primaria, strumentale, ancora senza testo, suonato da piccoli complessi — a volte un singolo organetto, a volte un trio di flauto, chitarra e violino — nei balli delle periferie.
Gli strumenti che definiscono il suono della Guardia Vecchia sono il flauto traverso, il violino e la chitarra. Il bandoneón — lo strumento che oggi è sinonimo di tango — arrivò relativamente tardi, affermandosi come lo strumento centrale del genere nei primi anni del Novecento.
Ángel Villoldo fu il compositore più importante della Guardia Vecchia: il suo tango "El Choclo" (1903) — 🎵 Doresol — è il brano più rappresentativo di quell'epoca. È di Villoldo anche "La Morocha" (1905) — 🎵 Doresol — una delle prime registrazioni di tango a giungere in Europa.
La Guardia Vecchia trova l'immortalità in un'opera strumentale composta da un giovane montevideano di 19 anni: "La Cumparsita", di Gerardo Matos Rodríguez. Nel 1916 Roberto Firpo la arrangiò e la presentò in prima assoluta a Montevideo. Anni dopo Enrique Pedro Maroni e Pascual Contursi scrissero il testo più noto — "si supieras / que aún dentro de mi alma..." — e Carlos Gardel la incise, rendendola un successo mondiale. 🎵 Doresol
Il Tango Conquista Parigi
Nel 1907 ci fu una prima avanzata in Europa da parte di Los Gobbi e Ángel Villoldo, seguiti nel 1911 e nel 1913 da altri musicisti e ballerini che commossero il Vecchio Continente con una danza sensuale che rivoluzionava completamente i modi di ballare e persino di relazionarsi con il corpo e tra i generi.
Parigi era affascinata. I saloni da ballo più eleganti della capitale francese adottarono il tango con l'entusiasmo di chi scopre qualcosa di assolutamente nuovo. La stessa danza che Buenos Aires considerava oscena e pericolosa divenne la sensazione della belle époque parigina. Papa Pio X la vietò. Il kaiser Guglielmo II la vietò nelle uniformi militari prussiane. Quei divieti furono la migliore pubblicità possibile.
Quando il tango tornò da Parigi con il marchio della modernità europea, Buenos Aires dovette riconsiderare la propria posizione. Gli stessi saloni che lo avevano rifiutato aprirono le loro porte. E il tango iniziò il processo di raffinamento che lo avrebbe portato dalle periferie ai teatri.
Carlos Gardel: Il Tordo Creolo
Charles Romuald Gardes — Carlos Gardel — nacque probabilmente a Tolosa, in Francia, nel 1890, sebbene la disputa sulla sua origine tra Argentina e Uruguay non sia mai stata completamente risolta. Arrivò a Buenos Aires da bambino, crebbe nel quartiere dell'Abasto e divenne l'artista più importante che la musica argentina abbia mai prodotto.
"Mi Noche Triste" (1917) — 🎵 Doresol — fu il primo tango-canzone della storia: il primo tango con un testo narrativo che raccontava in prima persona una storia d'amore e di abbandono. Quel momento — Gardel che cantava "Mi Noche Triste" al Teatro Buenos Aires nel 1917 — è l'istante in cui il tango smise di essere solo musica da ballare e divenne anche canzone da ascoltare.
Ciò che possedeva Gardel era impossibile da analizzare e ancora più impossibile da imitare: una voce di baritono con un calore e una naturalezza che facevano sì che ogni canzone sembrasse inventata in quel preciso momento. Il suo fraseggio — il modo specifico in cui respirava all'interno della melodia, allungando alcune note e accorciando altre con una libertà che nessun cantante precedente si era mai concesso — definì per decenni il significato di cantare il tango, ben oltre la sua morte.
Divenne solista nel 1925 e si affermò come stella internazionale fino alla sua tragica morte in un incidente aereo a Medellín, in Colombia, il 24 giugno 1935. Aveva quarantaquattro anni.
"Volver" — 🎵 Doresol — con testo di Alfredo Le Pera, è la canzone più importante del repertorio tanguero dopo "La Cumparsita": la meditazione sul ritorno a Buenos Aires dall'esilio della fama. "Volver / con la frente marchita / las nieves del tiempo / platearon mi sien": quattro versi che definiscono il tango come la musica della nostalgia.
"Por una Cabeza" — 🎵 Doresol — composta da Gardel e Le Pera nel 1935, poche settimane prima della sua morte, è la metafora perfetta dell'amore-gioco: la corsa di cavalli come immagine dell'ossessione romantica.
Ancora oggi, novant'anni dopo, gli argentini dicono che "canta meglio ogni giorno" — la frase che racchiude il paradosso di un artista diventato più grande dopo la morte che in vita.
L'Epoca d'Oro: Le Grandi Orchestre
Gli anni quaranta furono l'epoca d'oro del tango: il periodo in cui il genere raggiunse la sua maggiore popolarità di massa, quando le grandi orchestre tipiche riempivano le sale da ballo di Buenos Aires e i loro dischi suonavano in tutte le radio del continente.
Aníbal Troilo — "Pichuco" — fu il bandoneonista e direttore d'orchestra che meglio incarnò quel periodo. Le sue composizioni — "Sur" — 🎵 Doresol — con testo di Homero Manzi, sono il documento più perfetto del tango come poesia urbana.
Osvaldo Pugliese fu il polo opposto: la sua orchestra aveva un suono più drammatico, con lo "yumba" — il colpo caratteristico del suo stile — che rendeva la sua musica la più difficile da ballare e la più emozionante da ascoltare. "La Yumba" (1943) — 🎵 Doresol — è uno dei tanghi strumentali più complessi del repertorio classico.
Juan D'Arienzo — "El Rey del Compás" — fu colui che fece ballare di più il popolo di Buenos Aires: la sua orchestra era più veloce e più marcata, con un ritmo che faceva muovere i piedi da soli.
I poeti parolieri di quell'epoca — Homero Manzi, Enrique Santos Discépolo, Cátulo Castillo — portarono il testo del tango a una complessità letteraria che nessun altro genere popolare argentino ha raggiunto. Discépolo — autore di "Cambalache" (1934) — 🎵 Doresol — scrisse la diagnosi più lucida e più furiosa della modernità argentina in tre minuti di tango.
Il Bandoneón: Lo Strumento dell'Anima
Il bandoneón merita una menzione specifica perché è lo strumento più importante nella storia della musica argentina e il più improbabile: inventato in Germania a metà del XIX secolo per suonare musica religiosa nelle chiese rurali che non potevano permettersi un organo, arrivò al Río de la Plata nelle mani di immigrati centroeuropei e il tango lo adottò come se fosse stato fatto esattamente per lui.
Quando il bandoneón apre i suoi mantici, suona come un sospiro. Quando li chiude, suona come una rassegnazione. È lo strumento dell'ambivalenza emotiva che definisce il tango.
Nota editoriale: Carlos Gardel registrò più di novecento canzoni nel corso della sua carriera. Di tutte, "Volver" è quella che riassume meglio ciò che il tango rappresenta come fenomeno culturale: la nostalgia di qualcosa che forse non è mai stato così bello come lo ricordiamo, cantata da qualcuno che sa che il ritorno è impossibile ma che canta lo stesso perché il canto è l'unico modo per elaborare la perdita. Buenos Aires è una città di esiliati volontari e involontari che portano il tango come bagaglio: la musica che dice cosa fa la distanza con la memoria. Per questo il tango non ha confini — perché l'esilio e la nostalgia non li hanno nemmeno loro.
Selezione editoriale
Top 10 del Tango Classico Argentino
- 11917
La Cumparsita
Carlos Gardel
Il tango più famoso del mondo. Composto da un uruguaiano di 19 anni, arrangiato da Firpo, cantato da Gardel. L'inno di un genere che appartiene a entrambe le sponde del Río de la Plata.
- 21935
Volver
Carlos Gardel
La canzone definitiva della nostalgia. Il tango come filosofia del ritorno impossibile.
- 31934
Cambalache
Enrique Santos Discépolo
La diagnosi più lucida della modernità argentina. La denuncia di un'epoca in cui tutto vale lo stesso, in tre minuti di tango.
- 41948
Sur
Aníbal Troilo / Homero Manzi
Il quartiere sud di Buenos Aires come topografia dell'anima. Il tango-poema più perfetto dell'epoca d'oro.
- 51935
Por una Cabeza
Carlos Gardel
L'ultima grande canzone di Gardel. La corsa di cavalli come metafora dell'amore-ossessione.
- 61917
Mi Noche Triste
Carlos Gardel
Il primo tango canción della storia. Il momento in cui il tango smise di essere solo musica da ballare.
- 71943
La Yumba
Osvaldo Pugliese
Il tango strumentale più drammatico dell'epoca d'oro. Lo "yumba" come firma sonora dell'orchestra più emozionante da ascoltare.
- 81903
El Choclo
Ángel Villoldo
La Guardia Vecchia nella sua forma più pura. Il tango prima della malinconia.
- 91934
Mi Buenos Aires Querido
Carlos Gardel
L'inno sentimentale della città. Buenos Aires vista dall'esilio della fama.
- 101925
A Media Luz
Edgardo Donato
Il lusso modesto della Buenos Aires degli anni venti visto con l'ironia affettuosa che il tango riserva alla classe media.
🎵 Pratica queste canzoni su Doresol
- La Cumparsita — accordi e melodia
- Volver — livello intermedio
- Por una Cabeza — pianoforte e chitarra
- Cambalache — accordi base
- Sur — versione semplificata
Prossimo capitolo — Serie Argentina: Il Tango Moderno — Astor Piazzolla, la rivoluzione del bandoneón e il tango che ha scandalizzato i puristi e ha conquistato il mondo.
Serie completa · Argentina
Su questa serie · 10 puntate
Le Radici: I Tre Mondo Che Fecero una Musica (secoli XV–XIX)
Il Tango: La musica che Buenos Aires ha dato al mondo (1880–1955)
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