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🇺🇸 Stati Uniti · startflatlist, 1959–1967, 1973–1974, endflatlist

The Ronettes

The Ronettes non erano solo tre voci in armonia: erano un suono che Phil Spector plasmò come un calco di gesso. Il loro marchio di fabbrica non stava negli accordi, ma nel modo in cui quegli accordi si allungavano, svanivano e tornavano a emergere con un’urgenza che sembrava reale. Ronnie Spector non cantava come una cantante pop degli anni Sessanta; la sua voce aveva un tremito che sembrava provenire da un luogo più profondo del microfono. Le armonie, sempre a tre strati, si intrecciavano come dita intrecciate, ma con un dettaglio: la sorella Estelle e la cugina Nedra non erano cori di riempimento. Ognuna aveva il suo spazio, il suo peso, come se il trio fosse stato assemblato da qualcuno che sapeva che il vero potere di una canzone non sta nella melodia, ma nel modo in cui le voci si sostengono a vicenda.

La svolta arrivò nel 1963, quando firmarono con la Philles Records e Spector diede forma alla loro immagine: capelli cotonati, eyeliner nero e atteggiamenti che sfidavano lo stereotipo delle ragazze perbene. Ma ciò che contava davvero avveniva in studio. Spector non registrava voci pulite; registrava strati di eco, riverbero e strumenti ammassati come in una sartoria. 'Be My Baby' non era una canzone: era un paesaggio sonoro in cui la grancassa colpiva come un martello pneumatico e il coro sembrava quello di angeli ubriachi. Il successo fu immediato: secondo posto nella Billboard, quarto nel Regno Unito. Eppure, la cosa curiosa è che, nonostante fosse l’inno di una generazione, l’album che lo conteneva, Presenting the Fabulous Ronettes Featuring Veronica, raggiunse solo la 96ª posizione. L’industria stava già cambiando, e il suono di Spector, per quanto rivoluzionario, iniziava a rimanere indietro.

2,5M Ascoltatori/mese

Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Tra il 1964 e il 1966, il trio viaggiò più di qualsiasi altra band femminile dell’epoca. Aprirono i concerti dei Rolling Stones in Inghilterra, si mescolarono ai Beatles durante il loro tour negli USA e lasciarono dietro di sé canzoni come 'Baby, I Love You' — con un piano che sembrava un treno in corsa — e 'Walking in the Rain', che vinse un Grammy per i suoi effetti sonori. Ma il mondo si stava spostando verso il rock psichedelico e il soul più crudo, e le ragazze di Washington Heights, con i loro vestiti attillati e le acconciature impossibili, iniziarono a suonare come reliquie di un’altra epoca. Nel 1967, dopo un tour estenuante e mentre la magia di Spector cominciava a offuscarsi, il gruppo si sciolse. Ronnie sposò il produttore, Estelle e Nedra si ritirarono dalla musica, e per un po’ il nome 'Ronettes' rimase in pausa.

La storia non finì lì. Nel 1971, Ronnie registrò 'Try Some, Buy Some' per la Apple dei Beatles, un disco che sembrava un esperimento fallito ma che, contro ogni previsione, raggiunse la 77ª posizione. Più tardi, nel 1973, tornò sul palco del Madison Square Garden, questa volta con un nuovo trio, per dimostrare che l’essenza delle Ronettes non era uno stile, ma un’attitudine. 'Be My Baby' entrò nella Grammy Hall of Fame nel 1999, e l’album del 1963 si posizionò al 422º posto nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi secondo la Rolling Stone. Ma il lascito più rivelatore fu il record che non avevano mai cercato: il divario più lungo tra due successi nella Billboard, oltre 58 anni. Non fu un caso. Fu la prova che, a volte, il suono più autentico non ha bisogno di seguire le regole del mercato. Ha solo bisogno di tre voci, un produttore ossessivo e la volontà di suonare come nessun altro.

Dati

Nacimiento
1 ene 1959
País
🇺🇸 Stati Uniti
Género
brill building

Etichette discografiche

Philles