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🇬🇧 Regno Unito · 1988–presente

Massive Attack

Massive Attack non suonano come una band, ma come uno stato d’animo che si insinua tra le pieghe dell’elettronica e del soul. La loro musica vive in quel territorio in cui il basso pulsa come un battito umano, le voci si dissolvono in strati di eco e i ritmi si allungano fino a spezzare le convenzioni. Non è trip-hop per scelta — è trip-hop perché è quello che esce quando si mescolano hip hop, dub giamaicano, jazz ambientale e il peso di Bristol nelle ossa—. Il risultato è un suono che sembra una notte umida in un porto inglese: oscuro, malinconico e con la promessa di qualcosa che sta per arrivare.

Tutto cominciò quando quattro figure della scena club di Bristol — 3D, Daddy G, Tricky e Mushroom — si unirono sotto il nome Massive Attack nel 1988. Venivano dal collettivo Wild Bunch, uno di quei gruppi che organizzavano feste con impianti audio propri e che finirono per definire il suono della città. Il loro primo singolo, Any Love, uscì senza etichetta discografica, ma già portava quella miscela di *sample* grezzi e voci che si insinuavano tra i solchi del vinile. Quando arrivò Blue Lines nell’aprile del 1991, il mondo aveva già una nuova lingua musicale: la loro. Il disco non solo inventò un genere — se lo appropriarono —, ma dimostrò che si potevano costruire canzoni con strati di suono invece di strutture tradizionali.

3,9M Ascoltatori/mese

Dati, premi, membri e altro

Altro su Massive Attack

Biografia

Blue Lines è quel disco che suona come una rivoluzione senza gridare. Registrato in parte nella casa di Neneh Cherry e del suo compagno, Cameron McVey — che divenne anche il loro primo manager —, l’album trasformò una casa in uno studio improvvisato e intrecciò voci come quelle di Horace Andy e Shara Nelson con quel *sprechgesang* che sembra sussurrare più che cantare. “Unfinished Sympathy” si insinuò nelle radio europee fino a raggiungere il primo posto in Olanda, ma ciò che colpisce di più è come l’intero disco funzioni come un *collage*: *sample* di soul, bassi che rimbombano come onde e testi che parlano della solitudine urbana senza cadere nell’ovvio. Poi arrivò Protection nel 1994, con Tricky già fuori dal gruppo, seguito da Mezzanine nel 1998, quel disco che li portò in vetta alle classifiche britanniche grazie a brani come Teardrop — che poi divenne la sigla di House. A quel punto, 3D e Daddy G avevano trovato la loro formula: musica che suona come la colonna sonora di qualcosa che non finisce mai di accadere.

Tra premi — un Brit come miglior atto di danza britannico, due MTV Europe Music Awards — e collaborazioni con voci come quelle di Hope Sandoval o Elizabeth Fraser, ciò che definisce di più Massive Attack non sono i numeri, ma la loro capacità di far sì che il silenzio suoni importante quanto il rumore. I loro cinque album — da Blue Lines fino a Heligoland nel 2010 — non sono solo musica: sono paesaggi sonori in cui il dub si fonde con il rap e il soul si dissolve in atmosfere. E sebbene il mondo li abbia incasellati nel trip-hop, loro hanno sempre preferito che la loro musica parlasse da sola.

Dati

Nacimiento
1 ene 1987
País
🇬🇧 Regno Unito
Género
Alternative Dance

Premi e riconoscimenti

  • Brit Awards

Etichette discografiche

PIAS