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🇺🇸 Stati Uniti · 2003–presente

Kendrick Lamar

Kendrick Lamar Duckworth non è solo un nome su una copertina, ma il marchio di un suono che pulsa in ogni sillaba. La sua musica respira tra il peso di Compton e la luce di un microfono aperto: testi che sviscerano l’orgoglio afroamericano, ritmi che mescolano il gangsta rap con strati di jazz e funk, e una voce che oscilla tra un sussurro e un grido. Non si tratta di imitare qualcuno, ma di costruire un linguaggio proprio in cui ogni parola suona come una testimonianza e ogni beat batte come un palpito della strada.

Il salto che ha cambiato tutto è arrivato nel 2012. Good Kid, M.A.A.D City non è stato solo un altro disco di rap: è stato un album-concept registrato nella sua città natale, con storie che si intrecciano come fili di una stessa vita. La gente lo ascoltava e riconosceva non solo il talento, ma la cruda verità dei suoi testi. Il tempo gli ha dato ragione: è rimasto per oltre 200 settimane nella Billboard 200, un traguardo che pochi hanno raggiunto. Ma il disco non ha venduto solo copie; ha venduto l’idea che il rap potesse essere letteratura in movimento.

2 Canzoni
5,2M Ascoltatori/mese

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Canzoni essenziali

Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Poi è arrivato To Pimp a Butterfly (2015), un viaggio sonoro in cui il funk degli anni ’70 si unisce allo spoken word e al soul degli anni ’60. Registrato in parte dal vivo, con collaborazioni che vanno da Flying Lotus a Thundercat, l’album non cercava di suonare come un successo, ma come una rivoluzione. E ci è riuscito: ha debuttato al numero uno negli USA e nel Regno Unito, aggiudicandogli i suoi primi due Grammy nel 2015. Ma la vera svolta è arrivata quando Taylor Swift lo ha invitato a remixare Bad Blood: la sua versione gli ha regalato il suo primo numero uno nella Billboard Hot 100, dimostrando che la sua penna poteva attraversare generi senza perdere un grammo di forza.

Nel 2017, Damn è arrivato per confermare che il rap poteva essere pop senza tradirsi. Con singoli come Humble e un suono più raffinato ma altrettanto incisivo, il disco è diventato il suo secondo numero uno negli USA e un altro successo globale. Ma è stato nel 2022 che ha chiuso un ciclo con Mr. Morale & the Big Steppers, un doppio album introspettivo che ha segnato la fine della sua era con la Top Dawg Entertainment e la Aftermath. Non ci sono state tournée massive né promozioni esagerate: solo musica e testi che parlavano di terapia, famiglia e redenzione.

Il 2024 ha cambiato tutto di nuovo. La sua faida pubblica con Drake —che si è conclusa con un album, GNX— non è stata solo drama: è stato un esercizio di autenticità in un’industria che spesso vende fumo. L’album gli ha regalato quattro numeri uno nella Hot 100, tra cui Not Like Us, che ha trionfato ai Grammy con cinque premi, incluso Canzone dell’Anno. Ma oltre ai record —27 Grammy, il primo a vincere un Pulitzer fuori dal jazz o dalla musica classica, un Brit Award, sette Billboard Music Awards— ciò che rimane è l’impronta di qualcuno che usa il rap come uno specchio: a volte scomodo, sempre necessario.

È nato a Compton nel 1987, figlio di un ex membro dei Gangster Disciples e di una stilista. È stato chiamato come Eddie Kendricks dei Temptations, ma per le strade era K.Dot finché il mondo non lo ha conosciuto come Kendrick Lamar. Non ha studiato musica: ha studiato l’anima umana, e questo si nota. Oggi, con progetti come PGLang —la sua compagnia creativa— e collaborazioni nel cinema insieme a Dave Free, continua a dimostrare che l’arte non ha confini, solo verità da raccontare.

Dati

Nascita
17 giu 1987
Paese
🇺🇸 Stati Uniti
Genere
alternative hip hop

Premi e riconoscimenti

  • Brit Awards
  • MTV Video Music Award

Etichette discografiche

Aftermath