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🇪🇸 Spagna · 1996-2020

Jarabe de Palo

Jarabe de Palo hanno trovato la loro voce all’incrocio tra rock, rumba e un umorismo che non si prende troppo sul serio. Il loro suono non sembra una formula, ma quello di qualcuno che mescola generi senza paura, con testi che giocano tra il quotidiano e il poetico. La chitarra di Pau Donés —leader, autore e voce— portava quell’equilibrio: riff orecchiabili ma senza cadere nella ripetizione, melodie che sembrano semplici finché non ti accorgi che non lo sono. La Flaca, il loro primo brano, nacque da un viaggio a Cuba dove Pau ascoltò qualcosa che lo ispirò a scrivere una canzone che, anni dopo, avrebbe venduto milioni di copie senza che nessuno sapesse bene perché. Il mistero di quel successo precoce sta nel modo in cui il brano suona come una festa e una nostalgia allo stesso tempo, come se esistesse da anni prima di essere registrato.

Il loro primo disco, La Flaca (1996), li lanciò sul mercato con un colpo di fortuna: uno spot pubblicitario in Spagna lo rese un tormentone estivo nel 1997. Ma Pau Donés non voleva fermarsi al "successo di una sola canzone". Così, nel 1998 arrivò Depende, prodotto da Joe Dworniak negli studi Moody di Londra per due mesi. Il disco portò con sé collaborazioni come Ketama e testi che, senza perdere ironia, divennero più universali. In Italia, ad esempio, la band trovò un pubblico che non parlava spagnolo ma fischiettava le loro canzoni. Non era un caso: la mescolanza di ritmi e la naturalezza delle melodie facevano sì che la lingua smettesse di essere una barriera.

598K Ascoltatori/mese

Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Nel 2001, De vuelta y vuelta segnò una svolta concettuale. Il videoclip, in cui Pau Donés si rasò la testa, non era solo un cambio di look: era una dichiarazione d’intenti. Il disco incluse collaborazioni con Antonio Vega, Jovanotti e Celia Cruz, e sebbene non fosse il loro lavoro più commerciale, dimostrò che potevano reinventarsi. Tre anni dopo, Bonito (2003) tornò alla vitalità, con la partecipazione di Elena Andújar e Jovanotti in un album che suonava come pura celebrazione. Ma il progetto che li portò a un altro livello fu Orquesta Reciclando (2009), un libro-disco dal vivo in cui rivisitarono le loro canzoni più famose con un tocco rinnovato. Il successo fu tale che, nello stesso anno, cambiarono il nome del gruppo in Jarabedepalo —tutto attaccato— e intrapresero una tournée che li portò dalla Spagna all’Europa e all’America.

Il loro ultimo lavoro in studio, ¿Y ahora qué hacemos? (2011), li riportò a un suono più rock, con ospiti come Alejandro Sanz, Antonio Orozco e Joaquín Sabina. L’album fu candidato al Latin Grammy come Miglior Album Rock, aggiungendosi a una dozzina di nomination ricevute nel corso della loro carriera. Ma forse la mossa più sorprendente fu la loro incursione in Italia con Come un pittore (2012), un singolo con la band Modà che raggiunse la vetta delle classifiche e superò gli otto milioni di visualizzazioni su YouTube. Jarabe de Palo non hanno mai cercato di essere un fenomeno globale, eppure sono finiti a suonare in palchi dove nessuno li aspettava, sempre con la stessa premessa: musica che sa di casa, anche se non sai da dove vieni.

Dati

Nacimiento
1 ene 1996
País
🇪🇸 Spagna
Género
latin rock

Etichette discografiche

Virgin Tronco