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🇺🇸 Stati Uniti · 1953–2017

Chuck Berry

Se c’è un suono che definisce il rock and roll come genere, quello è quello di Chuck Berry. Non si tratta solo dei riff che scandivano il ritmo o del suo modo di cantare—tra narratore e ribelle—ma di come sia riuscito a fondere il rhythm and blues con un ritmo che spingeva la gente a muoversi senza pensare. Le sue canzoni non erano solo musica: erano storie di adolescenti, macchine, colpi di testa e sogni a buon mercato, raccontate con chitarre che suonavano come libertà. "Maybellene" (1955) fu il suo primo grande successo: un adattamento di un brano country che vendette oltre un milione di copie e raggiunse la vetta della classifica di rhythm and blues di Billboard. Ma la cosa più interessante non fu il successo, bensì il modo in cui lo ottenne: con un assolo di chitarra che saltava tra le note come se lo strumento avesse vita propria, qualcosa che in seguito sarebbe diventato un marchio di fabbrica di quasi tutto il rock che venne dopo.

Il momento in cui Berry passò dal suonare nei bar di St. Louis a diventare una figura nazionale ebbe una svolta inaspettata. Nel 1955, si recò a Chicago e, seguendo il consiglio di Muddy Waters, si presentò agli studi della Chess Records. Qui incontrò Leonard Chess, un produttore che capì all’istante che ciò che Berry aveva non era solo uno stile, ma un suono nuovo. Insieme registrarono "Maybellene" in una sola take, usando attrezzature prestate e con un budget ridotto. Il risultato fu un brano che non solo suonava fresco, ma che già portava dentro di sé il DNA di ciò che sarebbe diventato il rock and roll: chitarre elettriche con atteggiamento, testi sulla vita quotidiana e un ritmo che non lasciava spazio per stare fermi. Quel disco non solo lo lanciò verso la fama, ma dimostrò che la musica popolare poteva essere sia commerciale che autentica.

2,6M Ascoltatori/mese

Dati, premi, membri e altro

Altro su Chuck Berry

Biografia

Oltre ai successi degli anni ’50, come "Roll Over Beethoven" (1956) o "Johnny B. Goode" (1958)—quest’ultimo incluso nel Voyager Golden Record come esempio del suono terrestre—, Berry lasciò il suo segno anche in altre epoche. Negli anni ’60, dopo essere uscito di prigione nel 1963, continuò a registrare brani come "You Never Can Tell" o "Nadine", che, pur avendo una certa diffusione, non raggiunsero l’impatto dei suoi primi lavori. Tuttavia, la sua influenza era già così grande che band come The Beatles o Bob Dylan lo citavano come fonte di ispirazione. Anche negli anni ’70, quando il rock aveva già evoluto, continuava a essere richiesto come figura di culto nei palchi, suonando i suoi classici con band locali che, pur non essendo sempre le migliori, mantenevano viva l’essenza della sua musica. Nel 1986 fu tra i primi a entrare nella Rock and Roll Hall of Fame, e tre delle sue canzoni—"Johnny B. Goode", "Maybellene" e "Rock and Roll Music"—appaiono nella lista delle 500 che hanno definito il genere. Il suo lascito non sta nei premi o nei record, ma nel fatto che ogni volta che qualcuno prende una chitarra e suona un riff con atteggiamento, sta suonando, senza volerlo, come lui.

Dati

Nacimiento
18 oct 1926
País
🇺🇸 Stati Uniti
Género
Blues

Premi e riconoscimenti

  • Grammy alla carriera

Etichette discografiche

Dualtone