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La Habana, Cuba · 1996–2015

Buena Vista Social Club

Buena Vista Social Club non è solo un nome: è un suono che sembra fermare il tempo. Registrato negli studi Egrem de L’Avana, quel disco che porta il suo nome riunisce musicisti che avevano visto passare decenni tra i cabildos e le società di colore di Cuba, quei club dove la musica era il linguaggio di un’epoca. Non cercavano fama, ma piuttosto di recuperare qualcosa che stava svanendo: il son cubano dell’Età dell’Oro, tra gli anni Trenta e Cinquanta, quando L’Avana respirava in chiave di clave. Ry Cooder, il chitarrista statunitense che li riunì, arrivò con l’idea di catturare quell’essenza prima che scomparisse.

Quello che ne uscì non fu un album qualsiasi: fu un ponte tra generazioni, un disco che suonava di nostalgia ma con il peso vivo di chi lo suonava.La svolta arrivò quando il mondo ascoltò quel materiale. Il successo li portò a esibirsi dal vivo, prima ad Amsterdam nel 1998, con la formazione completa che lo studio aveva radunato. Ma il momento chiave fu il concerto alla Carnegie Hall di New York, registrato da Wim Wenders in un documentario che finì per essere importante quanto la musica stessa. Il film, anch’esso intitolato Buena Vista Social Club, non solo mostrò i musicisti sul palco: li portò a parlare delle loro vite, dei cabildos dove tutto ebbe inizio, dei quartieri come Marianao dove il club originale — quello che ispirò il nome — un tempo riuniva medici, ingegneri e artisti sotto lo stesso tetto.

1 Album
14 Canzoni
1,1M Ascoltatori/mese

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1 album · 1997

Discografia completa

Condividono scena, decennio e ossessioni

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Il documentario ricevette una nomination agli Oscar e vinse il Miglior Documentario ai European Film Awards, ma la cosa più curiosa fu come il nome del gruppo divenne un marchio: non solo per l’album, ma per un’ondata di collaborazioni e ristampe che ravvivarono l’interesse per la musica cubana tradizionale in tutto il pianeta.Dietro quel suono ci sono storie degne di essere ricordate. Compay Segundo, il chitarrista dalla voce profonda e dallo stile puro, registrò il suo primo album solista a 90 anni. Rubén González, il pianista che suonava con un’energia che sfidava la sua età, divenne un simbolo di quella vitalità.

Ibrahim Ferrer, con il suo cappello e la voce calda, era l’immagine stessa della cubana classica. Ma il tempo passò in fretta: in meno di un decennio, la maggior parte di loro se ne andò. Puntillita Licea, Compay Segundo e Rubén González morirono nel 2003; Ibrahim Ferrer nel 2005; Pío Leyva nel 2006. Rimanevano altri, come Omara Portuondo — la voce femminile che chiuse il cerchio —, Eliades Ochoa con la sua chitarra e il suo inconfondibile guajiro, o Manuel "Guajiro" Mirabal, il trombettista che suonava come se avesse il son nel sangue. Oggi, quando qualcuno suona un son montuno o un bolero, è facile che quel nome — Buena Vista Social Club — compaia come riferimento, un promemoria che la musica, quando è pura, non ha bisogno di altro che di un accordo ben posto e di una storia da raccontare.

Dati

Nascita
1 gen 1996
Paese
🇨🇺 Cuba
Genere
latin

Membri

· actual
Barbarito Torres
· actual
Benito Suárez
· actual
Compay Segundo
· actual
Eliades Ochoa
· actual
Ibrahim Ferrer
· actual
Joachim Cooder
· actual
Luis Barzaga
· actual
Luis Frank
· actual
Lázaro Villa
· actual
Omara Portuondo
· actual
Orlando “Cachaíto” López
· actual
Rubén González
· actual
Ry Cooder
· actual
Salvador Repilado

Etichette discografiche

World Circuit (record label) World Circuit *Nonesuch Records Nonesuch

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