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🇺🇸 Stati Uniti · 1925–1954

Artie Shaw

Il suono di Artie Shaw non somiglia a nessun altro. Non è solo il fraseggio del clarinetto, pulito e preciso, ma il modo in cui questo strumento dialoga con il resto: a volte si intreccia in uno swing che sembra fluttuare, altre si distende in melodie in cui il classico e il jazz si fondono senza soluzione di continuità. In Begin the Beguine (1938), ad esempio, il clarinetto non porta la canzone come solista, ma la guida dall’interno, come se ogni nota respirasse con l’insieme. Shaw non cercava solo ballerini sulla pista: voleva che l’ascoltatore percepisse che la musica potesse essere al tempo stesso elegante e selvaggia, intima e monumentale. Quella tensione tra sofisticazione e accessibilità ha definito la sua carriera molto prima che qualcuno coniasse il termine *Third Stream* per definire quel crossover.

Prima che il mondo ascoltasse Begin the Beguine, Shaw e la sua band passavano inosservati. Per oltre due anni suonarono nei club senza grande riscontro, finché nel 1938 incisero quel brano di Cole Porter per la Bluebird. Il disco andò a ruba e in poche settimane Shaw passò da leader di orchestra sconosciuto a star pop. Ma il successo non lo cambiò: continuò a infrangere schemi. Nel 1935, al Teatro Imperial di New York, presentò Interlude in B-flat, dove il clarinetto condivideva la scena con un quartetto d’archi e una sezione ritmica minima. Era jazz con ambizioni sinfoniche, qualcosa che all’epoca suonava come un’eresia. Più tardi, nel 1938, fece storia assumendo Billie Holiday come vocalist della sua orchestra, un gesto impensabile per un leader bianco nell’America segregata di allora. Quando la band apparve nel film Dancing Co-ed (1939), era già un fenomeno, ma Shaw, stanco dei tour e della fama, abbandonò tutto al culmine del successo e si trasferì a Acapulco.

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Dopo il suo ritiro temporaneo, tornò con una formazione diversa: una big band con sezione d’archi completa, incise con Fred Astaire in Second Chorus (1941) e durante la Seconda guerra mondiale guidò una banda della Marina nel Pacifico per risollevare il morale delle truppe. Tornato negli Stati Uniti, mise insieme un’altra orchestra con solisti come Roy Eldridge e arrangiatori come Eddie Sauter, sfornando successi come Little Jazz e S’Wonderful. Ma Shaw non era tipo da stare fermo. Nel 1949, la sua ultima grande band si cimentò nel bebop, una svolta che molti critici considerano la sua fase migliore, seppur breve. Nel 1954 aveva già lasciato i palcoscenici come clarinettista, continuando però a suonare in privato. Abbandonò la musica professionale, ma non l’arte: continuò a comporre e scrivere fino alla fine. Morì nel 2004, lasciando quattordici dischi d’oro, film, libri e l’eredità di un suono che, più che jazz, suonava come libertà.

Dati

Nacimiento
23 may 1910
País
🇺🇸 Stati Uniti
Género
Jazz

Premi e riconoscimenti

  • Grammy alla carriera