Inizio · Album · Ornette Coleman · The Shape of Jazz to Come

The Shape of Jazz to Come 1959
Album · di Ornette Coleman ↗ Vai all'artista

The Shape of Jazz to Come

The Shape of Jazz to Come arrivò nel 1959 come un colpo secco al jazz ascoltato fino ad allora. Ornette Coleman, con il suo sax alto, formò un quartetto senza piano e registrò qualcosa che suonava come pura libertà: senza cambi di accordi fissi, senza strutture che incasellassero l’improvvisazione. Il disco non seguiva regole, ma non era nemmeno caos. Charlie Haden al basso e Billy Higgins alla batteria, insieme a Don Cherry alla tromba, suonavano solo ciò che serviva perché Coleman potesse portare le sue melodie dove voleva, senza vincoli. Il risultato fu un suono che molti non capirono all’inizio, ma che oggi si ascolta con naturalezza.

Anno
1959
Canzoni
6
Durata
38 min 13 seg
Ascolta l'album

Sull'album

The Shape of Jazz to Come, secondo DoReSol

Ciò che colpisce di più dell’album sono tre brani che ne definiscono l’essenza. Lonely Woman è il più ricordato: un pezzo che inizia con un assolo di sax così espressivo da sembrare una conversazione senza parole. Congeniality e Peace seguono in intensità, ciascuno con il proprio carattere, ma sempre con quella miscela di melodia sciolta e ritmo che sfida il convenzionale. Last.fm lo descrive come un disco che cambiò il corso del jazz, e non esagera: per la prima volta, il free jazz non era solo teoria, ma qualcosa che si poteva suonare e sentire nel momento.

Nel 2003, la rivista Rolling Stone lo posizionò al 246º posto della sua lista dei 500 dischi più importanti della storia. La Guida Penguin al Jazz gli assegnò il punteggio massimo, e il saggio Free Jazz: A Subjective History lo include tra i 20 essenziali del genere. Ma al di là dei riconoscimenti, ciò che rimane è la sensazione che, nel 1959, Ornette Coleman abbia registrato qualcosa che non suonava come il jazz della sua epoca, ma come il jazz del futuro.