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Showcase 1961
Album · di Patsy Cline ↗ Vai all'artista

Showcase

Questo disco Showcase di Patsy Cline, pubblicato nel 1961, fece da ponte tra ciò che era stato e ciò che sarebbe venuto. Registrato tra novembre 1960 e agosto 1961 agli Bradley Studios di Nashville, segnò il suo ritorno dopo un incidente nel giugno di quell’anno che quasi le costò la vita. Le sessioni, prodotte da Owen Bradley, mescolavano country con tocchi di pop tradizionale, uno stile che lui stesso contribuì a plasmare in quello che poi sarebbe stato conosciuto come il Nashville sound. Il risultato sono 28 minuti e 35 secondi in cui ogni canzone suona al tempo stesso intima e potente, con arrangiamenti che bilanciano la calda sonorità degli archi e il peso delle voci di fondo dei The Jordanaires.

Anno
1961
Canzoni
1
Durata
2 min 48 seg
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Showcase, secondo DoReSol

Tra questi brani, due divennero immediatamente dei punti di riferimento. "I Fall to Pieces" non solo raggiunse la prima posizione nelle classifiche country di Billboard, ma sfiorò anche la Top 15 nella sezione pop, un traguardo raro per un’artista del suo genere all’epoca. Il suo corrispettivo, "Crazy", nacque durante la convalescenza di Cline: fu registrato dopo il suo mese di degenza ospedaliera, e il brano raggiunse la Top 5 country e la Top 10 pop. Nessuna delle due canzoni era originale: "I Fall to Pieces" era un brano del 1960 di Ernest Tubb, e "Crazy" era stata scritta da Willie Nelson anni prima, ma fu l’interpretazione di Cline a donare loro quell’aria inconfondibile. L’album include anche cover di classici come "The Wayward Wind" di Gogi Grant, "Seven Lonely Days" di Bonnie Lou o il valzer "True Love" di Cole Porter, insieme a due suoi successi del 1957: "Walkin' After Midnight" e "A Poor Man's Roses (Or a Rich Man's Gold)".

Dopo la sua morte nel 1963, il disco tornò in auge con forza. La riedizione di quell’anno, con una copertina diversa in cui Cline appare con una camicetta bianca, pantaloni capri rossi e stivaletti dorati, scalò fino alla posizione 73 nella Billboard 200, un traguardo mai raggiunto da lei in vita. Nel 1973, la MCA Records —che aveva assorbito il catalogo della Decca— lo ripubblicò, e nel 1988 arrivò la versione digitale su CD, LP e musicassetta, mantenendo quell’immagine ormai riconoscibile. Al di fuori degli Stati Uniti, l’album ebbe anche una presenza significativa: nel 1961 fu pubblicato nel Regno Unito dalla Brunswick Records e in Nuova Zelanda dalla Festival Records. La magia di Showcase sta nel come, senza volerlo, abbia finito per definire un suono che trascese la sua epoca.