Ci sono brani che spiccano per come catturano questo spirito. Logo, quello che apre il disco, ha un groove che si ripete ma non diventa mai prevedibile, mentre Susan Surrender mescola un’aria retrò con un ritornello che si attacca all’istante. Everybody Says gioca con un ritmo più accelerato e un testo che sembra uscire da una conversazione al bar, e Fantasmas de carnaval porta quella miscela di festoso e malinconico che attraversa tutto il lavoro. Persino Luna sobre Porto Alegre, con il suo titolo che evoca un viaggio, suona come una cartolina sonora di qualcosa che potrebbe accadere in qualsiasi città di notte.
Il disco ha l’aria di una band in tournée, come se i brani fossero stati testati dal vivo prima di essere registrati. Non ci sono correzioni in studio che nascondano la spontaneità, e questo si nota in dettagli come i cambi di tempo in Road Movie o nel modo in cui Oh My Love My Love fluisce tra acustico ed elettrico. È un album che non cerca di suonare levigato, ma autentico, e questo lo rende più vicino quando lo si ascolta.