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La vida era más corta 2025
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La vida era más corta

L'artista argentino Milo J ha presentato nel 2025 il suo terzo album in studio, intitolato La vida era más corta. Quest'opera, distribuita da Sony Music Latin, si distingue per una ambiziosa fusione di generi che spazia dal trap al folklore argentino, dal tango all'elettronica, tutto avvolto in un linguaggio urbano contemporaneo. Le registrazioni si sono svolte negli studi di Buenos Aires e si sono estese a sessioni a Santiago del Estero, con l'obiettivo di catturare una sonorità che dialoga con le radici culturali del paese. L'album, composto da quindici brani e della durata approssimativa di 48 minuti, esplora tematiche come la fugacità del tempo, la nostalgia, l'amore e l'introspezione personale, presentandosi come un manifesto generazionale sull'identità e la memoria.

Anno
2025
Canzoni
15
Durata
36 min 12 seg
Ascolta l'album

Sull'album

La vida era más corta, secondo DoReSol

La vida era más corta si avvale di collaborazioni significative, tra cui artisti come Trueno, Soledad, Akriila, Radamel, Cuti e Roberto Carabajal, oltre a contare sulla partecipazione di Silvio Rodríguez e su una registrazione inedita di Mercedes Sosa nel brano Jangadero. Gli arrangiamenti vocali di Agarrate Catalina arricchiscono inoltre diverse tracce. L'album è stato anticipato dal singolo Bajo de la piel, pubblicato il 4 settembre 2025, che ha segnato l'inizio di questa nuova fase sonora e che è stato girato a Santiago del Estero. Altri brani come Niño e Recordé si sono distinti come punti centrali della pubblicazione, offrendo testi profondi sull'esistenza umana.

La produzione dell'album è stata affidata principalmente a Tatool, che ha ricoperto il ruolo di direttore artistico, e a Santi Alvarado, contribuendo con un'ampia varietà di strumenti come pianoforte, charango, chitarra elettrica e sintetizzatori. Milo J ha partecipato attivamente alla composizione e alla produzione, descrivendo il progetto come una comunicazione fedele alla sua anima e a quella del "argentino che ha convocato", interpretando il folklore come una connessione profonda. La fusione di strumenti tradizionali come bandoneón e charango con sintetizzatori e basi trap mira a reinterpretare le tradizioni popolari da una prospettiva attuale. La critica specializzata, inclusi media come Rolling Stone e Indie Hoy, ha riconosciuto l'ambizione dell'opera e la sua capacità di integrare il popolare con l'urbano, sebbene alcuni commenti abbiano evidenziato l'audacia e la possibile irregolarità di questa commistione di generi.

Discografia

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