La vida era más corta si avvale di collaborazioni significative, tra cui artisti come Trueno, Soledad, Akriila, Radamel, Cuti e Roberto Carabajal, oltre a contare sulla partecipazione di Silvio Rodríguez e su una registrazione inedita di Mercedes Sosa nel brano Jangadero. Gli arrangiamenti vocali di Agarrate Catalina arricchiscono inoltre diverse tracce. L'album è stato anticipato dal singolo Bajo de la piel, pubblicato il 4 settembre 2025, che ha segnato l'inizio di questa nuova fase sonora e che è stato girato a Santiago del Estero. Altri brani come Niño e Recordé si sono distinti come punti centrali della pubblicazione, offrendo testi profondi sull'esistenza umana.
La produzione dell'album è stata affidata principalmente a Tatool, che ha ricoperto il ruolo di direttore artistico, e a Santi Alvarado, contribuendo con un'ampia varietà di strumenti come pianoforte, charango, chitarra elettrica e sintetizzatori. Milo J ha partecipato attivamente alla composizione e alla produzione, descrivendo il progetto come una comunicazione fedele alla sua anima e a quella del "argentino che ha convocato", interpretando il folklore come una connessione profonda. La fusione di strumenti tradizionali come bandoneón e charango con sintetizzatori e basi trap mira a reinterpretare le tradizioni popolari da una prospettiva attuale. La critica specializzata, inclusi media come Rolling Stone e Indie Hoy, ha riconosciuto l'ambizione dell'opera e la sua capacità di integrare il popolare con l'urbano, sebbene alcuni commenti abbiano evidenziato l'audacia e la possibile irregolarità di questa commistione di generi.