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Inizio · Album · Mon Laferte · La trenza
2017
Sull'album
La trenza, secondo DoReSol
Prima della sua uscita, Mon Laferte aveva già presentato alcune canzoni dal vivo: Cielito de Abril —che era stata usata nel film Loco cielo de Abril— e No te fumes mi mariguana, un brano che lei stessa ha definito come una battuta musicale ispirata al Marihuana Boogie di Lalo Guerrero e pensato per lo spettacolo. Ma l’album riservava sorprese ancora più personali. Il brano che chiude il disco, La trenza, è nato dalle parole di sua nonna: secondo quanto raccontato in un’intervista, il testo è letteralmente il racconto di come sua nonna immaginava la vita della nipote. Da segnalare anche Pa’ dónde se fue, composta in un solo giorno e da lei definita una delle sue preferite perché "è venuta fuori facilmente", come se fosse già scritta. Le collaborazioni non sono state da meno: Enrique Bunbury in Mi buen amor e Manuel García in Cielito de Abril hanno dato una svolta inaspettata ad alcuni brani, mentre Los Celestinos hanno prestato la loro voce in Yo te qui.
Cinque mesi dopo la pubblicazione, nel novembre 2017, è arrivata l’edizione deluxe con quattro nuove canzoni —Alelí con Caloncho, Vendaval, Palomita e Cuando era flor— e un DVD con la registrazione dal vivo del suo Amárrame Tour al Teatro Caupolicán di Santiago. Quei concerti, filmati per le sale cinematografiche in Messico, hanno chiuso il ciclo dell’album con un dettaglio curioso: Alelí era una versione aggiornata della canzone già presente nel film del 2014. L’album, in definitiva, non solo ha confermato Mon Laferte come un’artista capace di muoversi tra generi senza perdere la propria essenza, ma ha anche dimostrato che a volte le canzoni più autentiche sono quelle che già esistevano, in attesa di essere raccontate.
Discografia