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Born in the U.S.A. 1984
Album · di Bruce Springsteen ↗ Vai all'artista

Born in the U.S.A.

Quando Born in the U.S.A. arrivò nel giugno 1984, Bruce Springsteen era già un nome noto, ma questo album lo catapultò in un'altra dimensione. Fu registrato nell'arco di due anni, tra gennaio 1982 e marzo 1984, in studi di New York come Power Station e Hit Factory, con la partecipazione della E Street Band. Il suono è notevolmente più aperto e con sfumature pop rispetto ai suoi lavori precedenti, incorporando sintetizzatori e una batteria molto presente, molto caratteristica della musica rock degli anni ottanta. Nonostante questa sonorità più espansiva, i testi continuavano a esplorare temi profondi come le lotte della classe lavoratrice, la disillusione e le relazioni personali, a volte con un tocco di umorismo. L'iconica immagine di Springsteen di spalle, di fronte alla bandiera americana, catturata da Annie Leibovitz, divenne un simbolo istantaneo.

Anno
1984
Canzoni
12
Ascolta l'album

10 canzoni

Lista delle canzoni

# Titolo Disponibile
01

Dancing in the Dark (blaster mix)

02

Dancing in the Dark (radio)

03

Dancing in the Dark (dub)

04

Cover Me (undercover mix)

05

Cover Me (dub I)

06

Cover Me (radio)

07

Cover Me (dub II)

08

Born in the U.S.A. (the freedom mix)

09

Born in the U.S.A. (dub)

10

Born in the U.S.A. (radio)

Sull'album

Born in the U.S.A., secondo DoReSol

Questo album generò un'intensa campagna promozionale, con sette singoli, cinque videoclip e persino remix ballabili. Il risultato fu un successo commerciale clamoroso, diventando l'album più venduto del 1985 e raggiungendo il primo posto nelle classifiche di nove paesi. Canzoni come "Dancing in the Dark", "Born in the U.S.A.", "I'm on Fire" e "Glory Days" si posizionarono tra le dieci più ascoltate negli Stati Uniti. Si stima che abbia venduto oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo, consolidandosi come l'album di maggior successo di Springsteen e uno dei più venduti di tutti i tempi. Il tour mondiale Born in the U.S.A. Tour, che si estese tra il 1984 e il 1985, fu fondamentale per consolidare il suo status di superstar globale.

Il processo creativo per Born in the U.S.A. ebbe origini interessanti. Alcune idee emersero dalle cassette demo del suo album precedente, Nebraska (1982). Infatti, la canzone che dà il titolo all'album, "Born in the U.S.A.", si evolse da un brano chiamato "Vietnam", originariamente scritto per un progetto cinematografico di Paul Schrader che alla fine non si concretizzò. L'idea di usare il titolo del film per la canzone sorse mentre Springsteen ci lavorava. Inoltre, il produttore e manager Jon Landau spinse per la creazione di un singolo principale più potente, il che portò alla composizione di "Dancing in the Dark", un brano che, nonostante i dubbi iniziali di Springsteen, divenne un successo di massa. L'album fu riconosciuto con il suo ingresso nel Grammy Hall of Fame nel 2012.

Discografia

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