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La storia dietro
Waiting for the Night, secondo DoReSol
Quando ti immergi in Waiting for the Night, ti imbatti in un brano che si discosta dall'usuale per i Depeche Mode. È una ballata costruita interamente con suoni sintetici, che crea un'atmosfera ipnotica, quasi cosmica, con una melodia che invita alla contemplazione. Più che uno sfoggio musicale complesso, la canzone si concentra sul suo peso lirico, interpretato principalmente a due voci da David Gahan e Martin Gore. Trasmette una sensazione di tristezza e malinconia, con un tocco di inquietudine, mentre l'accompagnamento elettronico rimane minimalista, quasi etereo, con un'aria astronautica. Il testo, scritto in prima persona, non si rivolge a nessuno in particolare, approfondendo l'introspezione.
Questo brano sembra un viaggio siderale per la band, non solo per il suo suono avanzato, ma anche per il suo testo allucinante e spirituale. Si avvicina ai canoni del gothic rock con il suo desiderio di "aspettare la notte", ma essendo puramente elettronico, si inserisce meglio nella corrente dark wave del gruppo, e avrebbe persino potuto trovare posto nell'album Black Celebration. È notevole che, all'epoca, fosse uno degli ultimi brani creati in modo strettamente sintetico, senza archi né percussioni, il che lo rende un esempio genuino della loro più pura sfaccettatura elettronica, prima che iniziassero a integrare più elementi acustici. La canzone si distingue da altri brani dei Depeche Mode, e un'influenza successiva si percepisce nel tema lirico elettroacustico When the Body Speaks dall'album Exciter del 2001.
Waiting for the Night, con una durata di 6:07, non ebbe un proprio video promozionale. Tuttavia, dal World Violation Tour in poi, fu accompagnata da proiezioni visive minimaliste dirette da Anton Corbijn, in cui i membri della band apparivano solo come sagome con luci nelle mani. Successivamente, per i tour Devotional Tour e Exotic Tour, Corbijn creò nuove visuali. Per Judas, A Question of Lust, I Want You Now e Waiting for the Night, furono mostrate candele accese, una a forma di cuore e un'altra a forma di croce, che si trasformavano nel corso della proiezione. Nell'Exciter Tour, la proiezione mostrava la lenta caduta di gocce d'acqua su uno stagno, che al raggiungimento dei ritornelli, si trasformava in immagini di pioggia con effetti fotografici. Curiosamente, la canzone originariamente si intitolava Waiting for the Night to Fall, ma un errore di stampa sull'album Violator la lasciò come Waiting for the Night, sebbene i membri della band la chiamino spesso ancora con il suo titolo originale. La canzone ha fatto parte di cinque tour, tra cui il World Violation Tour, l'Exotic Tour (eseguita da Martin Gore) e l'Exciter Tour.
L'album Violator, pubblicato il 19 marzo 1990 nel Regno Unito e un giorno dopo negli Stati Uniti, fu un punto di svolta per i Depeche Mode, catapultandoli verso la celebrità internazionale. Prodotto dal gruppo e da Mark Ellis Flood, tutte le composizioni sono di Martin Gore. Preceduto da singoli come Personal Jesus e Enjoy the Silence, l'album vendette due milioni di copie negli Stati Uniti nel suo anno di uscita e fu promosso nel World Violation Tour, con Nitzer Ebb ed Electronic come band di supporto. I Depeche Mode, formatisi nel 1980 a Basildon, Essex, Regno Unito, sono considerati pionieri del rock elettronico, distinti per il loro uso del sintetizzatore e del campionatore, oltre che per i loro video musicali. Con oltre 115 milioni di album venduti a livello mondiale, si sono consolidati come uno dei gruppi di musica elettronica di maggior successo della storia.
Dall'album
Violator
Depeche Mode · 1990
Dati