La storia dietro
The power of love, secondo DoReSol
La versione di The Power of Love registrata da Andrea Bocelli nel 1995 non è solo un altro brano nel suo album Bocelli, ma il momento in cui la sua voce si è incontrata con una melodia che risuonava nella cultura popolare da decenni. Originariamente scritta e registrata negli anni '80 da Jennifer Rush, la canzone era già stata reinterpretata da artisti come Laura Branigan e Air Supply prima di arrivare tra le mani di Bocelli. Lui non l’ha né tradotta né adattata: l’ha cantata in inglese, mantenendo l’essenza drammatica di un brano che, con i suoi cinque minuti e sei secondi, si dispiega come un paesaggio sonoro in cui ogni nota sembra respirare.
Ciò che è interessante non è solo la sua durata, ma come quel tempo lasci spazio ai nuances della sua voce, che oscilla tra l’intimo e l’epico senza mai perdere chiarezza.L’album Bocelli arrivò sul mercato in un anno chiave per il tenore: subito dopo la sua vittoria nella sezione Newcomers del Festival della Musica di Sanremo nel 1994, un riconoscimento che lo proiettò oltre i circuiti classici. A quel punto, aveva già collaborato con produttori come Mauro Malavasi e Stefano Grillini, che insieme a Joe Amoruso si occuparono di perfezionare il suono di questo brano negli arrangiamenti. Il missaggio finale, curato da Malavasi e Ignazio Orlando, fece sì che la produzione non entrasse in competizione con la voce, ma la valorizzasse — una caratteristica distintiva di Bocelli, il suo secondo album.
Il disco vendette quattro dischi di platino in Germania e consolidò la sua presenza in un territorio in cui la musica classica e il pop si incontravano, un traguardo che pochi avevano raggiunto prima.
Dall'album
Bocelli
Andrea Bocelli · 1995 · Track 6
Dati
Crediti
Musica Mary Applegate, Wolfgang Detmann, Gunther Mende, Jennifer Rush