La storia dietro
Reaction to Action, secondo DoReSol
Quando Agent Provocateur arrivò nelle radio nel dicembre del 1984, Foreigner aveva già dimostrato di saper passare dalle ballate epiche ai riff taglienti. Ma con Reaction to Action il gruppo imboccò una direzione diversa: un brano che non chiede permesso per suonare forte, con chitarre che picchiano come martelli e una voce che pretende attenzione. Il pezzo non si accontenta di essere solo un anello della catena; è quel momento in cui il disco accelera e l’ascoltatore sente il volume salire da solo. I critici dell’epoca lo notarono all’istante: dal Daily Record all’Herald News, tutti furono concordi nel dire che qui Foreigner stava recuperando il suo lato più aggressivo, quello che molti credevano perduto dopo successi come I Want to Know What Love Is. Persino il bassista Rick Wills insistette che avrebbe dovuto essere il secondo singolo dell’album, subito dopo la ballata, non That Was Yesterday. Il brano non chiede scusa per la sua energia: è rock puro, senza filtri, progettato per risuonare dagli altoparlanti al massimo volume.
La registrazione del brano iniziò nel 1984, durante le sessioni dell’album negli Stati Uniti. Mick Jones e Lou Gramm firmarono la composizione, ma fu il produttore Alex Sadkin a dare al suono quel peso specifico: chitarre taglienti, un ritmo che non si ferma e una produzione che non ammorbidisce i contorni. La versione del singolo, ridotta a 3:32, tolse alcuni secondi all’originale di 3:57, ma mantenne intatta quella sensazione di urgenza. Il lato B, She's Too Tough, accentuò il contrasto: un brano nello stile di Elvis Presley che apparve nell’edizione europea del singolo. Quando Reaction to Action venne pubblicato nel maggio del 1985, aveva già suscitato opinioni contrastanti: da chi lo definì "inno dell’heavy metal" a chi lo vide come una formula ripetuta. Lou Gramm lo considerò il suo preferito dell’album, e non è difficile capirne il motivo: qui il cantante non canta, comanda.
Dall'album
Agent Provocateur
Foreigner · 1984
Dati
Crediti
Musica Lou Gramm, Mick Jones