La storia dietro
Para no verme más, secondo DoReSol
La Vela Puerca costruisce da anni un suono che mescola il rock con le atmosfere dello ska e del reggae, ma in El Impulso —il loro quarto disco— questo stile diventa più diretto e urgente. "Para no verme más" non è solo una canzone: è un brano che si aggrappa al ritmo come un uncino e non molla. Sembra qualcosa registrato tra le prove, con l’energia di chi sta scoprendo il pezzo sul momento. La tromba e il trombone non accompagnano, spingono, e il basso disegna linee che sembrano sfuggire al tempo senza mai perdere il ritmo. Il dettaglio che più colpisce, però, è la sua durata esatta: quattro minuti e otto secondi, né un secondo in più né uno in meno, come se ogni nota fosse calcolata per evitare che la canzone si allunghi o si accorci.
La registrazione di El Impulso è stata un viaggio tra studi diversi. Tra novembre e dicembre 2006, Julio Berta si è occupato di registrare le take in tre luoghi distinti: Panda Studios a Buenos Aires, IFU a Montevideo e Casa Blanca ad Atlántida. Poi, nel febbraio 2007, Berta ha mixato tutto in quelle stesse sessioni. Il mastering, invece, ha attraversato il continente: è stato realizzato da Tom Baker a Los Angeles, California. L’album è stato prodotto artisticamente da Juan Campodónico, un nome chiave del rock uruguaiano che aveva già lavorato con la band in altri progetti. Il disco è uscito nell’aprile 2007, ma il brano in sé non ha avuto un lancio come singolo indipendente; ha fatto parte di quell’album che, mesi dopo, li ha portati a esibirsi dal vivo in un tour che li ha portati al limite della voce.
Dall'album
El impulso
La Vela Puerca · 2007 · Track 8
Dati