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La storia dietro
Oh Daddy, secondo DoReSol
La canzone Oh Daddy, nata dalla penna di Christine McVie, si immerge in un'atmosfera che il produttore Ken Caillat descrisse come "bella ed eterea". Catturare il giusto tempo fu una sfida particolare; se andava troppo veloce suonava affrettata, e se era lento, diventava languida. La registrazione, effettuata nel 1976 per l'album Rumours, incluse l'uso di un imponente pianoforte Bösendorfer da nove piedi presso i Davlen Studios di North Hollywood. Per ottenere un suono più brillante da questo strumento, furono impiegati microfoni a valvole U-47 e venne applicata l'equalizzazione. McVie, tenendo premuto il pedale di sustain, suonava note lunghe sul battere dei versi, creando un effetto drammatico che si estendeva grazie all'aumento graduale della sensibilità dei microfoni, facendo sì che gli accordi risuonassero fino a trenta secondi. Alle chitarre elettriche, Lindsey Buckingham utilizzò una Fender Stratocaster collegata a un altoparlante Leslie e a un pedale del volume, oltre a un dispositivo chiamato Stratoblaster per aumentarne la potenza. Furono aggiunti effetti di riverbero e delay, e Buckingham arricchì passaggi specifici con armonici di chitarra acustica. Curiosamente, durante le sessioni di Rumours, un inconveniente tecnico durante il riavvolgimento di un nastro fece sì che la parola "Daddy" venisse tagliata, lasciando solo "addy", e la band scherzosamente la chiamò 'Addy'.
L'ispirazione dietro Oh Daddy, come rivelato da Christine McVie nel 1977, fu la separazione di Mick Fleetwood dalla sua allora moglie, Jenny Boyd. All'epoca, Fleetwood era l'unico padre nella band, con due figlie. Il testo, che include la frase "And I can't walk away from you baby if I tried", vide la collaborazione di Stevie Nicks. La canzone divenne un pezzo ricorrente nei tour Rumours e Tusk, e riemerse per il tour The Dance nel 1997. Il produttore Ken Caillat applicò anche un effetto di delay all'inizio del processo di registrazione in modo che i musicisti avessero un'idea migliore del risultato finale con gli effetti. In una delle riprese, Christine McVie suonò note casuali sulla sua tastiera per catturare l'attenzione degli ingegneri, e la band decise di mantenere queste aggiunte spontanee nella versione definitiva. Mick Fleetwood, anni dopo, nel 2012, incluse Oh Daddy tra le sue registrazioni preferite.
Dall'album
Rumours
Fleetwood Mac · 1977
Dati