La storia dietro
Magnolias, secondo DoReSol
L'ultimo brano di LUX, Magnolias, chiude l'album con una svolta inaspettata: non è una canzone di addio, ma un invito a celebrare. Rosalía immagina il suo stesso funerale come un atto di luce, dove persino i suoi nemici sono invitati a ballare. Il testo gioca con questa paradosso: gratitudine e distacco si mescolano in versi come “tutti sono venuti, persino i miei nemici”, come se la morte fosse solo un altro palcoscenico in cui la musica — e non il lutto — deve regnare. Dietro questa apparente semplicità si cela un'idea potente: trasformare l'addio in una festa, dove fiori e accordi sostituiscano le lacrime.Nata da una riflessione personale, Rosalía si è ispirata a Anandamayi Ma, una mistica indiana nota per la sua serenità e per coprire la sua tomba con fiori, un simbolo di pace che l'artista ha traslato nella sua visione.
Il verso “Che nessuno pianga il giorno in cui morirò, è più bello cantare” non è solo un omaggio al suo autore preferito, Manuel Molina, ma anche uno slogan che porta tatuato sulla pelle. Il team dietro il suono — Sir Dylan, Noah Goldstein e ROSALÍA in veste di produttori — ha dato forma a questa idea con arrangiamenti che oscillano tra l'intimo e l'epico, mentre Vanessa Amara, Elliott Kozel e altri delineavano le trame che rendono Magnolias una chiusura luminosa. Il missaggio, firmato da Ramiro Fernandez-Seoane, Francesco di Giovanni e Manny Marroquin, rafforza questa sensazione di spazio aperto, come se l'aria stessa respirasse al ritmo della canzone. È durata solo tre minuti e quindici secondi, ma in quel tempo è riuscita a fare ciò che poche altre fanno: trasformare l'inevitabile in qualcosa di bello.
Dall'album
LUX
ROSALÍA · 2025 · Track 18
Dati
Crediti
Testo ROSALÍA
Musica Sir Dylan, ROSALÍA, Noah Goldstein, Danny Casio, Sophie May, Jake Miller