La storia dietro
La Viruta, secondo DoReSol
La Scaglia è quel brano che sembra una milonga che accelera senza preavviso. L’armonica a mantice e il violino si intrecciano in un gioco di note che sembrano sfuggire al ritmo, come se la battuta stessa avesse fretta di arrivare da qualche parte. C’è qualcosa in quell’accelerazione improvvisa che ti prende: non è solo il tempo, ma la sensazione che ogni strumento stia inseguendo il successivo, come se il tango dovesse correre per non restare indietro.
Lo registrarono in uno studio di Buenos Aires che, in quegli anni, sapeva già di vinile consumato e caffè del pomeriggio. Juan D'Arienzo ce l’aveva in testa da mesi, ma l’arrangiamento definitivo lo decisero sul momento, aggiustando i tempi al volo. Dura due minuti e ventisei secondi, eppure in quello spazio breve ci sono più giravolte che in molti pezzi di cinque minuti. Non cercavano un successo commerciale — volevano solo che il tango suonasse come lo sentivano loro: vivo, nervoso, come se il pavimento della milonga si muovesse sotto i piedi.
Dall'album
El Rey del Compás
Orquesta Juan D'Arienzo · 1990 · Track 15
Dati