Accordi in preparazione
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La storia dietro
Into the Groove, secondo DoReSol
La prima volta che la ascolti, Into the Groove ti prende con quel basso che non molla e una batteria che sembra muoversi in cerchi. Non è un ritmo che si sente in quattro battute pulite: c’è un dondolio che ti fa oscillare senza accorgertene, come se la canzone respirasse da sola. Il basso, in particolare, non segue il percorso più ovvio; si avvolge in giri che non finiscono dove ci si aspetta, ma tornano sempre nello stesso punto, come un sentiero percorso più e più volte senza perdere freschezza. È una di quelle melodie che, una volta interiorizzate, non le molli facilmente.
Ziggy Marley la registrò in uno studio che non era il suo, con attrezzature prestate per la sessione. Il risultato fu di quattro minuti e sedici secondi di pura energia contenuta, dove ogni strumento sembra essere su una traccia propria ma suona come un unico corpo. La canzone non nacque da un’idea grandiosa in uno studio impeccabile, ma da un momento in cui il suono e il groove si incontrarono senza troppa pianificazione. Sta di fatto che il basso e la batteria non furono suonati dal vivo contemporaneamente: ogni strato fu aggiunto fino a costruire quella texture che oggi la rende immediatamente riconoscibile.
Dall'album
Love Is My Religion
Ziggy Marley · 2006 · Track 1
Dati