La storia dietro
Get Used to Me, secondo DoReSol
Questa canzone non suona come il resto di Purpose. Non è un brano pop con ganci orecchiabili né un EDM accelerato; è un R&B lento con un’aria anni ’90, dove la voce di Justin Bieber si muove tra sussurri e note lunghe, quasi stesse confidando un segreto. Il basso risuona profondo e presente, quasi come un battito, e la batteria ha un groove che non spinge avanti, ma invita a muoversi con calma. La cosa più curiosa è che, nonostante sia stato registrato nel 2015, questo brano sembra uscito da un’altra epoca: la produzione non cerca di suonare moderna, ma gioca con texture calde e organiche, come se fossero stati usati strumenti reali invece di sintetizzatori freddi.
Registrata ad Atlanta durante le sessioni di Purpose, questa traccia è nata in un momento in cui Bieber cercava di esplorare suoni più personali. Il testo parla di accettazione e di abituarsi a qualcuno, ma non dal disamore, bensì dalla calma di chi non lotta più. La produzione è stata affidata a una squadra variegata, ma spiccano nomi come BloodPop, Benny Blanco e Mike Dean, che le hanno dato quel tocco retrò senza scivolare nel nostalgico. Sebbene l’album abbia avuto successi come Where Are Ü Now, questa canzone è passata più inosservata, ma per chi la ascolta con attenzione, è una di quelle gemme che dimostrano come Bieber non sappia solo cantare, ma anche scegliere strade diverse.
Dall'album
Purpose
Justin Bieber · 2015 · Track 15
Dati