La storia dietro
Gallito de caramelo, secondo DoReSol
Il gallo di caramella suona come una festa di strada in versione acustica. Non è un valzer né un bolero, ma porta con sé quella cadenza giocosa che ti fa muovere le spalle senza volerlo. La chitarra strimpella con un ritmo che sembra provenire da un mercato caraibico: note che balzano come scintille e una melodia che si insinua nella testa. C'è qualcosa in questa miscela di rock con accento locale che la rende diversa da tutto il resto della sua epoca. Lo registrarono nel 2004, proprio quando Carlos Vives da anni stava reinventando il suono colombiano. Il brano dura tre minuti e mezzo, tempo sufficiente perché il riff principale —quello che si ripete due volte per strofa— si imprima del tutto.
Non ci sono effetti esagerati: solo la voce, la chitarra e quell'aria di improvvisazione che la fa sembrare più viva di molte produzioni levigate. El Rock de Mi Pueblo uscì alla fine di agosto di quell'anno, ma questa canzone in particolare sembra essere nata da una prova spontanea, come se qualcuno avesse lasciato la porta aperta e il ritmo fosse entrato da solo.
Dall'album
El rock de mi pueblo
Carlos Vives · 2004 · Track 10
Dati