La storia dietro
Faces, secondo DoReSol
Faces inizia con un colpo secco: un arpeggio di chitarra che si intreccia su sé stesso prima che la voce di Debbie Harry irrompa con un fraseggio quasi teatrale. Non è il tipico brano dei Blondie, dove la melodia orecchiabile domina. Qui la band gioca con un’aria drammatica, quasi come se stesse estraendo un frammento di opera rock degli anni 70 e lo avesse gettato in mezzo a un disco di New Wave. Il tema procede con una cadenza che oscilla tra il sinfonico e l’urbano, come se ogni nota stesse misurando lo spazio tra il classico e il di strada.
Il brano nacque in Autoamerican, il quinto album dei Blondie, pubblicato nel novembre del 1980. A quel punto, la band aveva già superato il loro sound iniziale di punk e garage e stava esplorando ritmi più sofisticati, mescolando disco, pop e persino lampi di rap. Faces non fu un singolo, ma uno di quei pezzi che segnarono la transizione: mentre The Tide Is High e Rapture diventavano successi di massa, questo brano rimase come un esperimento che dimostrava fino a dove potesse spingersi la loro curiosità musicale. La durata di 3:51 gli dà spazio per respirare, come se ogni sezione avesse bisogno di tempo per dispiegarsi senza fretta.
Dall'album
Autoamerican
Blondie · 1980 · Track 9
Dati
Crediti
Testo Deborah Harry
Musica Deborah Harry