La storia dietro
El animal, secondo DoReSol
L’animale suona come un grido trattenuto in tre minuti. Il basso di Sabo Romo e la batteria di Alfonso André si intrecciano in un ritmo che non si risolve del tutto, come se la canzone respirasse tra pause scomode. La voce di Saúl Hernández sale e scende con quella miscela di urgenza e indifferenza che ha sempre caratterizzato i Caifanes, mentre la chitarra di Alejandro Marcovich disegna linee taglienti che fendono l’aria. Non è un brano che inviti a muovere i piedi; è piuttosto una lotta sonora in cui ogni strumento sembra tirare da una parte diversa, senza mai lasciarsi del tutto. Questo, in parte, è ciò che lo rende speciale: non cerca di risolvere, ma di mantenere la tensione.
Registrato nel 1994 come parte di El nervio del volcán, questo album arrivò in un momento chiave per la band. I Caifanes avevano già superato la loro fase come quartetto e, dopo l’uscita di Sabo Romo e Diego Herrera nel 1993, rimasero in tre per chiudere il loro ciclo di studio. L’album fu un successo commerciale inaspettato: i singoli Afuera e Aquí no es así suonarono forte su MTV Latino, e i tour li portarono ad aprire i concerti dei Rolling Stones in America Latina. El animal, con i suoi 3:05 di durata, passò più inosservato rispetto agli altri, ma il suo suono ruvido e diretto si adattava al momento: una band che non aveva più nulla da dimostrare, ma che non voleva neppure ammorbidire i propri spigoli. Non ci sono fronzoli qui; solo il peso di ciò che resta da dire prima che tutto si spenga.
Dall'album
El nervio del volcán
Caifanes · 1994 · Track 7
Dati