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La storia dietro
Dreaming Black, secondo DoReSol
La prima volta che ho ascoltato Dreaming Black, ho notato che il basso e la batteria si intrecciano in un ritmo che non arriva mai a stabilizzarsi, come se il tempo si muovesse in cerchi prima di cadere su un colpo secco. Non è un errore: quel dondolio tra l’irregolare e il perentorio dona alla canzone un peso che altre power ballad dell’epoca non avevano. Il riff principale, che compare nei primi secondi, suona come metallo freddo con un tocco di blues sporco, e sebbene la melodia vocale sia chiara, il resto degli strumenti sembra resistere a seguirla del tutto. È come se la band stesse suonando due canzoni diverse nello stesso momento, ma invece di scontrarsi, si potenziano a vicenda.
La registrarono negli Stati Uniti nel 1990, negli studi dove ultimarono la lavorazione di quello che sarebbe diventato il loro album di debutto, FireHouse. La casa discografica Epic Records la pubblicò nello stesso anno insieme ad altri tre singoli, ma questo brano rimase fuori dalla lista ufficiale. Eppure, il tema finì per far parte della colonna sonora di The Wrestler, il film di Darren Aronofsky, ottenendo così una diffusione inaspettata. Le canzoni dell’album furono scritte da Bill Leverty e C.J. Snare, e sebbene Dreaming Black non fosse tra i più promossi, l’album stesso ottenne il doppio platino negli Stati Uniti e l’oro in Canada, Giappone e Singapore. Non fu il successo di massa di altri brani come Love of a Lifetime, ma eccolo lì, resistendo al passare del tempo con un suono che non assomiglia a nient’altro del decennio.
Dall'album
FireHouse
FireHouse · Track 7
Dati