La storia dietro
Cher Antoine, secondo DoReSol
La prima volta che ho sentito Cher Antoine, sono rimasto affascinato da quel ritmo che si muove tra il giocoso e il malinconico, come se il basso e la batteria stessero giocando a rincorrersi senza mai raggiungersi. Non è una canzone lunga —appena due minuti e mezzo—, ma in quel breve tempo riesce a fare qualcosa di raro: un groove che sembra estratto da una jam spontanea più che da una registrazione levigata. I Fratelli non cercavano di suonare perfetti, ma hanno lasciato che il brano respirasse in ogni nota, come se l’aria tra gli strumenti fosse parte della composizione.
Questo brano è apparso in Bloco Do Eu Sozinho, il loro secondo album pubblicato nel 2001, che li ha portati a essere nominati ai Latin Grammy nella categoria miglior album rock o musica alternativa in portoghese. La band, formata a Rio de Janeiro nel 1997, aveva iniziato il suo percorso mescolando nel debutto suoni dell’underground carioca —con influenze di gruppi come Acabou La Tequila o Carne de Segunda— con tocchi di ska e addirittura hardcore, ma in questo album stavano già definendo la propria strada. Cher Antoine suona come un omaggio a quel momento di transizione: un brano breve, diretto, ma con una personalità che lo fa risaltare anche tra le canzoni più elaborate del disco.
Dall'album
Bloco Do Eu Sozinho
Los Hermanos · 2001 · Track 8
Dati