La storia dietro
Cani e gatti, secondo DoReSol
Laura Pausini registrò Cani e gatti nel 1994, ma non come un semplice brano del suo secondo album. Quell’anno, la canzone arrivò alla finale del *Festival di Sanremo* nella categoria *Giovani*, dove il pubblico la accolse con tanto entusiasmo da posizionarsi terza nella classifica finale. Il curioso è che, mentre la stampa specializzata criticava Laura per suonare "troppo conservatrice" per la sua età, il brano finì per essere uno dei pochi a non essere tradotto in spagnolo nell’album. Con cinque minuti e cinque secondi di durata, è uno dei pezzi più lunghi di un disco che, in totale, vendette tre milioni di copie nel mondo.
La canzone nacque in un momento chiave per Pausini: proprio quando la sua carriera decollava dopo aver vinto l’anno precedente nella categoria *Nuove proposte* dello stesso festival. Sebbene Cani e gatti non fosse il singolo principale —quel posto spettava a Gente—, la sua inclusione nell’album riflette come Laura stesse sperimentando sonorità che, anni dopo, l’avrebbero portata a superare i confini con versioni in altre lingue. Il brano, con il suo ritmo lento e il testo che gioca con metafore quotidiane, è un esempio precoce di quello stile che la avrebbe definita: ballate con tocchi di intimità, ma senza perdere l’essenza melodica che in seguito l’avrebbe portata a vincere premi come il *Grammy Latino* nel 2005.
Dall'album
Laura
Laura Pausini · 1994 · Track 8
Dati