La storia dietro
Quando incontri April in Paris nella voce di Sarah Vaughan, ti trovi di fronte a un brano che aveva già una solida storia prima di arrivare a lei. La canzone nacque nel 1932, pensata per il musical di Broadway Walk a Little Faster, con la musica di Vernon Duke e le parole di E. Y. Harburg. Le prime versioni che ebbero successo alla fine del 1933 furono quelle di Freddy Martin e Henry King. Qualche anno dopo, nel 1952, la Sauter-Finegan Orchestra le diede nuova vita, raggiungendo la Top 50 di Cashbox. Il compositore Alec Wilder la descrisse come una "perfetta canzone teatrale", un'affermazione che parla della sua solidità strutturale e del suo fascino.
Ma se c'è una versione che è diventata la più ricordata, è quella di Count Basie del 1955. Quella registrazione, inclusa in un album omonimo, fu così significativa che fu inserita nella Grammy Hall of Fame. L'arrangiamento, a cura di Wild Bill Davis, è dove accadono cose affascinanti: il trombettista Thad Jones si distingue con un assolo che evoca "Pop Goes the Weasel", il trombonista Benny Powell contribuisce con un ponte memorabile, e lo stesso Basie chiede all'orchestra di ripetere lo "shout chorus" ancora una volta, e poi "ancora una volta ancora". La Count Basie Orchestra ebbe anche un'apparizione nel film Blazing Saddles del 1974, dove si sente una versione rinnovata della canzone. Sebbene molti artisti abbiano interpretato April in Paris, da Billie Holiday a Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald, l'interpretazione di Sarah Vaughan si aggiunge a questa ricca tradizione, dando il suo tocco personale a una melodia che ha risuonato nel tempo.