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GN · 1971–2020

Mory Kanté

Mory Kanté diede voce e corde a una tradizione che viaggiò tra le frontiere. Il suo suono nacque dalla kora, quell’arpa di corde che imparò a dominare fin dall’età di sette anni in Mali, ma con radici nel griot mandingo che portava nel sangue. Non era solo musica: era il peso di una famiglia di cantanti ereditari della Guinea, dove ritmo e parola si trasmettono come eredità. Nelle sue canzoni si mescolavano i canti islamici con melodie che saltavano dall’Africa all’Europa, come se il tempo non esistesse.

Nel 1971, quando entrò nel Rail Band, aveva già forgiato il suo stile per anni tra le percussioni della Guinea e gli echi del Sahel. Lì, accanto a Salif Keita, il gruppo divenne un ponte tra il passato e il moderno. Ma fu nel 1987 che il suo nome varcò gli oceani. “Yé ké yé ké” non suonava solo nelle radio africane: nel 1988, il brano raggiunse la prima posizione in paesi come Belgio, Finlandia e Spagna, qualcosa di inedito per un artista del continente. L’album Akwaba Beach vendette oltre un milione di copie, un record per l’epoca.

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

La sua musica lasciò anche un segno oltre i numeri. In Akwaba Beach, brani come “Tama” finirono per ispirare temi di film indiani come Hum e Thanedaar, dove le sue melodie vennero adattate ai ritmi di Bollywood. Persino “Inch Allah” finì nei titoli di coda di Hum, mescolando la sua voce con gli echi di una cultura estranea. Non fu pianificato: fu il risultato di un suono che, senza cercarlo, divenne universale.

Nel 2014, quando l’ebola colpì l’Africa Occidentale, Kanté si unì ad altri musicisti come Amadou & Mariam e Didier Awadi per registrare “Africa Stop Ebola”. Il brano, con un messaggio chiaro e un ritmo coinvolgente, vendette 250.000 copie, e tutti i proventi andarono a Medici Senza Frontiere. Non era un inno politico, ma funzionò come un appello urgente.

Già nel 2001 era stato nominato Ambasciatore di Buona Volontà dalla FAO, condividendo il palco con artisti come Majida El Roumi e Gilberto Gil. La sua voce, un tempo ponte tra i continenti, ora serviva a uno scopo più grande. Morì nel 2020, ma lasciò canzoni che continuano a risuonare nei luoghi più inaspettati.

Dati

Nacimiento
29 mar 1950
País
GN
Género
afrobeat