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🇩🇰 Danimarca · 2011–presente

Lukas Graham

Il suono di Lukas Graham non si riduce a uno stile preciso; è una fusione di radici danesi con un pop che sembra una conversazione intima e un inno collettivo allo stesso tempo. C’è qualcosa nella voce di Lukas Forchhammer — roca, calda, come se ogni nota portasse il peso di una storia personale — che fa sì che brani come 7 Years o Mama Said vadano oltre il semplice formato della canzone pop. Non è solo la melodia orecchiabile a catturare l’ascoltatore, ma il modo in cui i versi sono costruiti, come se fossero scritti nel calore di una notte qualsiasi, con un ritmo che oscilla tra l’organico e il raffinato. Il loro album di debutto, Lukas Graham, già rivelava questa essenza: quattro canzoni che arrivarono alle radio danesi e, senza volerlo, divennero il germe di qualcosa di più grande.

Il salto dalla Danimarca all’Europa — e poi al mondo — non fu casuale. Prima di firmare con la Copenhagen Records, il gruppo pubblicava video casalinghi di brani come Drunk in the Morning e Criminal Mind su Facebook, accumulando centinaia di migliaia di visualizzazioni. L’etichetta, invece di frenare quell’impulso, lo potenziò: suggerì di creare un *buzz* underground prima dell’uscita ufficiale. Il risultato fu che, nel 2012, avevano già venduto 17.000 biglietti per un tour europeo che si sarebbe concluso con 40.000 posti esauriti solo nel loro paese. Quello stesso anno, l’album Lukas Graham divenne sette volte platino in Danimarca, con brani come Better Than Yourself (Criminal Mind Pt 2) che entravano nelle classifiche. Ma la cosa più curiosa non furono i numeri, bensì come quel disco — pensato per un pubblico locale — finì per definire il DNA del gruppo: testi diretti, melodie che sembrano confessioni e un ritmo che oscilla tra folk e pop senza incasellarsi in nessuno dei due.

1,2M Ascoltatori/mese

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Biografia

Il vero punto di svolta arrivò nel 2015 con la pubblicazione del Blue Album, il loro secondo lavoro. Qui, brani come Strip No More e 7 Years non solo replicarono il successo in Danimarca, ma valicarono i confini: 7 Years entrò nelle classifiche di paesi come Italia, Austria e Belgio, e la sua versione live al Conan nel dicembre 2015 sfiorò la seconda posizione nella Billboard Hot 100. Quel brano, con la sua struttura che passa dall’intimo all’epico in meno di quattro minuti, divenne il vessillo di una band che, senza pianificarlo, aveva trovato un equilibrio tra il locale e l’universale. Il tour successivo li portò su palchi a Los Angeles, dove registrarono materiale per il loro debutto negli Stati Uniti, e in programmi come Jimmy Kimmel Live! e Good Morning America, dove la stessa canzone che suonava nelle radio danesi ora risuonava in salotti di un altro continente. Nel 2016, il European Border Breakers Award — assegnato ad artisti che sfondano nei mercati esteri — gli conferì un riconoscimento che, in fondo, non faceva che confermare ciò che già sapevano: la loro musica funzionava perché parlava una lingua che non aveva bisogno di traduzione.

Dati

Nascita
1 gen 2011
Paese
🇩🇰 Danimarca
Genere
Pop

Etichette discografiche

Then We Take The World